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Necrologi choc di CasaPound alle sedi Inps: “Italiani morti aspettando la cassa integrazione”

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Roma, 8 lug – In decine di città italiane, questa notte, sono comparsi necrologi davanti alle sedi Inps. Centinaia di manifesti funebri con cui CasaPound ha voluto denunciare “la morte dell’economia italiana e di migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori, messi in ginocchio dalle politiche governative e ‘giustiziati’ dai disservizi, dai ritardi e dall’incapacità di gestire i pochi aiuti statali da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale”. Un’azione choc perché, come spiegato in una nota alla stampa dal movimento della tartaruga frecciata, “l’Inps dovrebbe essere l’ente pubblico di maggior sostegno ai lavoratori e agli imprenditori in questo momento di profonda recessione. E invece non soltanto si è fatta trovare impreparata a fronteggiare l’emergenza ma addirittura ha aggravato una situazione già critica. Da un lato con i disservizi telematici, dall’altro con la lentezza nella lavorazione delle pratiche che non ha ancora consentito a centinaia di migliaia di cittadini di riscuotere la cassa integrazione e i vari bonus di sostegno al reddito”.

Non solo disservizi e ritardi nei pagamenti

Ma nei necrologi affissi saltano agli occhi anche le frasi ironiche, volte evidentemente a evidenziare ancor di più il pessimo operato dell’esecutivo giallofucsia. “Non voleva indebitarsi col Mes”, “Caduto valorosamente sotto la potenza di fuoco del governo”, “Investito da un monopattino mentre andava a ritirare la cassa integrazione, e ancora: “Ha pagato sempre le tasse ma loro non l’hanno ripagato”. Una protesta che secondo CasaPound è doverosa anche per il modus operandi dell’Inps. “Non ci sono stati soltanto ritardi ingiustificabili nell’erogazione dei soldi – si legge nella nota di Cpi – ma addirittura le imprese che hanno anticipato la cassa integrazione sono ancora in attesa della necessaria autorizzazione per compensare quanto già pagato con i contributi da versare. Insomma, l’INPS, non contenta di essere in ritardo nei pagamenti, ha addirittura messo i bastoni tra le ruote anche a coloro che, per venire incontro ai propri dipendenti, hanno messo di tasca propria quanto avrebbe dovuto corrispondere lo Stato”.

CasaPound punta inoltre il dito sulle uscite inopportune del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. “L’Istituto di Previdenza – scrive Cpi – come qualsiasi pubblica amministrazione che si rispetti, dovrebbe essere la cinghia di trasmissione delle decisioni politiche, e invece si è contraddistinto soltanto per le sortite inopportune del suo Presidente, Tridico, che ha definito ‘pigri e opportunisti’ gli imprenditori che, dopo il lockdown, facevano fatica a riaprire la propria attività. Per questi motivi abbiamo deciso di protestare davanti a un Istituto che per oltre cento anni ha assicurato serenità agli italiani e che, negli ultimi tempi, si sta trasformando in un baraccone indecente”.

Alessandro Della Guglia

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