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La Boldrini insiste: “Regolarizzare gli immigrati, è un vantaggio per tutti”

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Roma, 9 lug – Siamo a luglio e ancora due milioni di italiani fino sono in attesa della cassa integrazione. La aspettano da marzo dall’Inps (1,5 milioni lavoratori) e dal Fondo degli artigiani (500mila). Un dramma nel dramma di una crisi economica sempre più preoccupante. Nel frattempo però è intervenuta Laura Boldrini per tentare di risolvere la questione… della regolarizzazione degli immigrati. Già, l’ex presidente della Camera ha trovato il tempo per trattare su Facebook (pubblicando il video di un suo intervento in Aula) uno degli argomenti a lei più cari, spiegando ai cittadini italiani che “la regolarizzazione dei migranti presenti sul nostro territorio” è “a vantaggio di tutti e di tutte”. Ma tutti e tutte chi? E come mai sarebbe un vantaggio?

La proposta della Boldrini

“Perché consente di restituire dignità alle persone, di garantire la legalità e di tutelare la salute collettiva in un periodo di pandemia”. Ma certo, peccato che in questo momento ci sia giusto qualche milione di famiglie italiane sul lastrico che avrebbe ben altre priorità. Eppure l’esponente del Partito Democratico al governo sembra proprio voler concentrarsi su altro, ovvero sulla sanatoria per gli immigrati che a suo avviso va estesa: “Perché regolarizzare un bracciante e non, ad esempio, un edile o un cameriere? Perché consentire di mettersi in regola solo a chi irregolare dal 31 ottobre 2019 e non a chi lo è da settimane o mesi prima?”. Ma sì, regolarizziamo tutti, che problema c’è. Non sarà che manca il lavoro agli italiani e molti di coloro che ce l’hanno rischiano di perderlo a breve?

Regolarizzare tutti?

Quisquilie, secondo la Boldrini “la regolarizzazione va fatta sul serio. Altrimenti sarebbe come far partire un treno veloce e poi tirare il freno di emergenza nel timore che arrivi troppo presto a destinazione”. Metafore da far impallidire il Bersani dei vecchi tempi. Poi l’ex presidente della Camera annuncia: “Il governo oggi ha accolto una mia proposta – contenuta in un ordine del giorno – di svolgere un monitoraggio sulle procedure in corso e valutare l’estensione della regolarizzazione anche ad altri settori produttivi, così come di rivedere la tempistica per la presentazione delle domande. Mi auguro che venga dato seguito”. Certo, se lo augurano tutti gli italiani, i 2 milioni in attesa della cassa integrazione proprio non ci dormono.

Alessandro Della Guglia

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