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Un progressista Usa scopre Ciao Darwin e denuncia: “Sulla tv italiana si affogano gli stranieri”

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Roma, 10 lug – Un economista americano, leader dell’Internazionale Progressista (un’organizzazione fondata da Bernie Sanders e Yanis Varoufakis) si è scagliato contro Ciao Darwin. Il suo nome è David Adler e su Twitter ha pensato bene di accusare lo show condotto da Bonolis di “razzismo e sessismo”. Il motivo? Il leader progressista è convinto che lo spettacolo di Canale 5 preveda l’annegamento delle donne straniere. “Gli italiani applaudono mentre una donna nera straniera viene annegata” ha scritto, pubblicando anche una foto dei “cilindroni” pieni d’acqua, l’ormai celebre quiz finale di Ciao Darwin. Una scena terribile, alla quale, scrive sempre Adler, assistono “due uomini in giacca e una donna silenziosa in bikini”.

La furia iconoclasta contro Ciao Darwin?

Insomma dopo le statue di Colombo e le creme sbiancanti la sinistra mondiale pare avere trovato un nuovo nemico: Ciao Darwin. Che poi, pensandoci, ci ha detto anche bene: chissà cosa penserebbero i nostri amici progressisti americani se vedessero le immagini dei guardoni che, armati di binocolo, inquadrano le terga di madre natura. Decine di utenti italiani nei commenti hanno provato a spiegare al leader dell’Internazionale Progressista che il razzismo non c’entra, che la roba del quiz finale esiste da anni, così come le categorie in gara sono sempre diverse e di ogni genere (bassi contro alti, naturali contro rifatte…vent’anni fa ci fu anche omosessuali contro eterosessuali, chissà oggi che polemiche). Insomma, che una decina di giorni fa si siano sfidati “italiani contro stranieri” è stato solo un caso tra i tanti.

Ciao Darwin è fuori dal tempo

Ma forse il punto è proprio questo. Ciao Darwin arriva da un’altra epoca (nasce nel 1998) e, con il suo spirito trash, è una trasmissione dove lo sfottò non è mai stato un problema. E’ evidente che con l’aria che tira oggi un programma del genere non sarebbe mai nemmeno partito, visto che nell’epoca del politicamente corretto ironizzare su alcune “differenze” a breve costerà anche la galera. Insomma Bonolis farebbe meglio a guardarsi le spalle, a breve potrebbe diventare un bersaglio della furia iconoclasta antirazzista. A tal proposito ci sentiamo di dare un consiglio spassionato al conduttore romano: non pensi di riesumare un altro programma nato una ventina di anni fa come Beato tra le donne: lì la crocifissione per sessismo ad opera di Lgbt e femministe sarebbe immediata.

Davide Romano

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