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Teneva incontri sulla violenza degli uomini. La De Nardis condannata a 6 anni: aveva accoltellato il compagno

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Roma, 12 lug – La giornalista e conduttrice Rai, Eleonora De Nardis, ex di Porta a Porta, Uno Mattina Estate e inviata di Tg2 Costume e Società, è stata condannata a 6 anni di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Brindisi per il reato di lesioni personali pluriaggravate. Nella notte tra il 13 e 14 agosto 2014, nel corso di una lite, ferì con 11 coltellate il suo compagno, l’avvocato Piero Lorusso. La sentenza è stata pronunciata il 22 giugno 2020. Il giudice ha disposto per la De Nardis anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 20 mila euro per la parte lesa (il risarcimento del danno sarà definito in separata sede) e la condanna al pagamento delle spese processuali della parte civile. La notizia è stata riportata solo su due testate locali e dal blogger Davide Stasi.

L’imputata se l’è cavata con poco: poteva scapparci il morto

Bisogna dire che, per la gravità dei fatti, l’imputata se l’è cavata con poco. L’avvocato vittima dell’accoltellamento, era stato ricoverato in codice rosso, gli sono stati applicati oltre 50 punti di sutura, sottoposto a trasfusione e intervento chirurgico d’urgenza durato oltre due ore e mezzaPoteva scapparci il morto ma la De Nardis è stata riconosciuta solo colpevole di lesioni.

Mano pesante per lui e comprensione per lei

Quando ad essere giudicata è una donna è facile trovare un magistrato che riserva alla giudicata un trattamento di riguardo rispetto allo stesso crimine compiuto da un uomo: mano pesante per lui e comprensione per lei. E’ il gender gap. Qualche esempio: confrontiamo i casi di William Pezzullo e Lucia Annibali. Elena Perotti che aveva sfregiato con l’acido Pezzullo è stata condannata a 8 anni di reclusione; Luca Varani che lanciò dell’acido a Lucia Annibali, dovrà scontare 20 anni di galera. Antonella Barbieri che uccise i suoi due figli di 2 e 5 anni, nel corso del processo è stata giudicata incapace di intendere e volere. Trascorrerà 10 anni in una Rems, comunità di recupero. Ergastolo certo invece per i padri che hanno ucciso i figli. Nel caso De Nardis la sentenza è arrivata dopo 6 anni, tempo in cui la donna ha continuato a vivere la sua vita. Se fosse stato Lorusso a maneggiare il coltello sarebbe stato immediatamente incarcerato e lì avrebbe atteso la sentenza che sarebbe arrivata per direttissima o nel giro di pochissimo tempo.

In 6 anni la difesa dell’imputata ha cambiato versione dei fatti 4 volte

La difesa dell’accusata, riconosciuta colpevole solo di lesioni, è riuscita a convincere il giudice a respingere l’art. 56 del codice penale, nonostante in questi anni gli avvocati di Lorusso abbiano insistito con la Procura per ottenere l’incriminazione di tentato omicidio, portando prove e testimonianze che non sono state ritenute valide. Il giudice poi ha lasciato all’imputata il tempo di trovare tutte le prove per dimostrare di non essere colpevole: per farlo i suoi avvocati hanno cambiato la versione dei fatti quattro volte. La prima volta si raccontò che Lorusso si era dovuto difendere da un tentativo di rapina da parte di sconosciuti. Nella seconda che Lorusso si sarebbe ferito da solo tagliando un cocomero. Nella terza versione si raccontò che la donna aveva dovuto usare il coltello per tenere a distanza Lorusso che poi era finito sopra la lama del coltello dopo essere scivolato (11 volte?). La quarta volta si sostenne che la De Nardis si era dovuta difendere dall’aggressione del suo ex compagno.

Un libro e una “carriera” contro la mascolinità tossica

In questi anni infine la donna ha goduto della piena libertà: ha potuto tenere incontri pubblici per parlare della violenza agita dagli uomini, della sua vicenda personale, raccontata anche nel libro Sei mia. Un amore violento. In quelle occasioni ha parlato spesso male di Lorusso che è anche il padre della figlia, per cui è stata accusata dalla vittima di calunnia (accusa respinta). Di uomini violenti e di come difendersi ne ha parlato anche in Senato invitata da Valeria Valente, Valeria Fedeli, Laura Boldrini, Lucia Annibali. Nessuna di quelle parlamentari ha però ritenuto inadeguato l’invito in quanto rinviata a giudizio. E ora che la giornalista Rai è stata condannata a 6 anni per lesioni plurime aggravate nei confronti di Piero Lorusso le signore che l’avevano invitata a parlare di mascolinità tossica e violenza domestica come si regoleranno?
Antonietta Gianola

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