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Clandestini positivi, ad Amantea arriva l’Esercito per presidiare il centro di accoglienza

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Cosenza, 13 lug – Sale ancora la tensione ad Amantea, dove ieri i residenti sono scesi in piazza occupando la strada statale per impedire l’arrivo di 13 clandestini pakistani positivi al coronavirus. Nella cittadina sul litorale tirrenico in provincia di Cosenza è arrivato l’Esercito, che presidia la struttura nella quale sono ospitati i clandestini positivi al Covid-19 dopo lo sbarco avvenuto a Roccella Jonica. La decisione di schierare i militari arriva dopo una riunione tenuta ieri sera nella Prefettura di Cosenza che ha fatto il punto sulle criticità emerse dopo la dura protesta da parte della popolazione. Tensioni che non si sono ancora placate e per le quali i cittadini di Amantea hanno annunciato ulteriori azioni, a partire da un presidio davanti al Comune. Complessivamente, secondo i dati ufficiali della Protezione civile, sono 26 le persone risultate positive dopo i controlli e, di queste, 13 sono state accolte ad Amantea, 8 a Bova Marina (provincia di Reggio Calabria) e 5 sono rimaste a Roccella Jonica (provincia di Reggio Calabria).

I residenti temono che scoppi un focolaio

I residenti di Amantea sono fortemente preoccupati per la presenza degli immigrati irregolari e c’è il timore che possa essere alimentato un nuovo focolaio, danneggiando peraltro l’immagine turistica della città. Nella riunione tenuta in Prefettura a Cosenza, la decisione è stata quella di presidiare il centro di acoglienza per evitare che i clandestini possano uscire o avere contatti con l’esterno. “Le regole di ingaggio definite dalle forze dell’ordine – si legge in una nota – sono di non consentire l’uscita degli ospiti dal centro migranti. Solo il personale medico autorizzato, o quello destinato al vettovagliamento, potrà entrare. Nel centro inoltre è stata assicurata la costante sorveglianza sanitaria da parte di apposito presidio medico e di unità specialistiche, che già da ieri, all’arrivo dei migranti, stanno effettuando i necessari controlli e monitoraggi”.

Santelli: “Necessario un blocco navale”

Intanto la governatrice della Calabria, Jole Santelli (Forza Italia), che ieri ha minacciato il governo giallofucsia di bloccare gli sbarchi se non fosse intervenuto subito, oggi torna a chiedere al premier Giuseppe Conte che “chi arriva sia sottoposto a quarantena o sulle navi di provenienza requisite o su quelle della Marina, non a terra“. La Santelli non ha dubbi: “è chiaro che è necessario un blocco navale” per scongiurare nuovi sbarchi incontrollati. Infatti, si chiede, “che senso ha impedire i voli da Paesi a rischio e poi permettere gli ingressi a persone già malate?” Pertanto il blocco “va fatto senza aspettare l’Europa”, anzi: “Va fatto e basta”.

“Governo intervenga subito o dovrò bloccare io gli sbarchi”

Quindi la governatrice della Calabria chiede un intervento immediato altrimenti – ribadisce – “dovrò bloccare io gli sbarchi. Voglio sperare di non essere costretta a farlo”, perché “il rischio di vita oggi è per tutti, per noi e per loro” che arrivano dal mare, e “lo Stato ha il dovere morale di proteggere chi ha lottato contro il virus, e ora che ci sta riuscendo si trova esposto al rischio di un’ondata di ritorno gravissima“. Quindi chiosa: “Non è questione di ideologie, non c’è destra o sinistra su queste cose. Non possiamo essere invasi”.

Adolfo Spezzaferro

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