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Coronavirus, tutte le restrizioni prorogate fino al 31 luglio. Per Speranza bisogna avere ancora paura

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Roma, 14 lug – Adesso è ufficiale: il premier Giuseppe Conte intende prorogare le misure anti contagio con un nuovo decreto. “Il governo intende adottare un nuovo Dpcm che proroghi le attuali misure per il contenimento del coronavirus fino al 31 luglio“, conferma il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso delle comunicazioni in Senato. Pertanto, avverte, “resta l’obbligo delle mascherine“. L’esponente di LeU inoltre precisa che per quanto riguarda la controversa proroga dello stato d’emergenza “al momento nessuna decisione è stata presa”.

Speranza la prende larga per fare terrorismo psicologico

I toni di Speranza sono quelli a cui ci ha abituato Conte per mesi: il coronavirus nel mondo – sostiene il ministro – cresce ovunque, e nel nostro pianeta il Covid-19 ha colpito un cittadino ogni 650 abitanti (la prende larga, insomma). “E’ un nemico che non abbiamo ancora sconfitto e continua a mietere vittime“, dice convinto in barba all’evidenza clinica che ci mostra che il virus è quasi del tutto scomparso. “Il virus – fa presente Speranza – non conosce confini regionali, nazionali o internazionali. Il nostro obiettivo sarà garantire un giusto equilibrio tra il rispetto delle prerogative del Parlamento e il dovere di garantire la salute pubblica. La mia opinione è che sia possibile”.

“Particolare attenzione è rivolta agli sbarchi”

Sul fronte dei contagi di importazione, il ministro dice che “particolare attenzione è rivolta, in queste ore, agli sbarchi sulle nostre coste con rigorosi controlli sanitari ed obbligo di quarantena per tutti coloro che arrivano. Nessuna sottovalutazione può essere ammessa”, fa presente. Peccato che l’unica maniera per evitare che continuino a sbarcare clandestini positivi è chiudere i porti.

“Partita contro Covid non è finita, serve prudenza”

La “partita per sconfiggere il Covid è tutt’altro che terminata, serve prudenza“, rincara la dose di terrorismo psicologico il ministro della Salute. “Oggi i contagiati sono 13 milioni e mezzo milione i morti – ribadisce, parlando dei dati globali per giustificare il suo allarmismo -, è evidente che non possiamo abbassare la guardia. Non dividiamoci su questo, anche nella comunità scientifica si dibatte – ammette Speranza – ma nessuno dice che non bisogna mettere le mascherine, mantenere le distanze o lavarsi le mani”.

Dall’obbligo della mascherina al divieto di assembramenti: tutto prorogato

Ecco quindi le principali misure prorogate al 31 luglio: obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro; divieto assoluto di assembramenti; sanzioni penali per chi viola l’obbligo di quarantena; divieto di ingresso o quarantena per chi arriva da Paesi extra Ue e controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine. “Questa ultima misura che ho adottato con una mia ordinanza – sottolinea il ministro – è direttamente correlata alla grave situazione di contagio in un numero crescente di aree nel mondo. La scelta è chiara. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi ed è per questo che abbiamo scelto, ancora una volta, la linea della massima prudenza”, sottolinea.

Novità sul fronte dei trasporti

Infine, secondo una bozza del Dpcm riportata dal Corriere della Sera, ci sarebbero delle novità per quanto riguarda i viaggi e i trasporti in generale. A quanto pare, per chi viaggia in aereo, sarà di nuovo possibile portare bagaglio a mano in cabina delle dimensioni consentite per le cappelliere. Gli indumenti personali però andranno custoditi in un apposito contenitore monouso, consegnato al momento dell’imbarco. Per quanto riguarda i treni a lunga percorrenza “è consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro nei casi in cui l’aria a bordo venga rinnovata” e “sia garantito l’utilizzo di una mascherina chirurgica per la protezione del naso e della bocca per una durata massima di utilizzo non superiore alle quattro ore, prevedendone la sostituzione per periodi superiori”.

Adolfo Spezzaferro

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