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Ok Cdm a scostamento di bilancio di 25 miliardi. Ma al Senato servono i voti di Forza Italia

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Roma, 23 lug – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo scostamento di bilancio, pari a 25 miliardi. L’extra deficit sarà votato in Parlamento il prossimo 29 luglio. Pertanto il governo giallofucsia dovrà trovare i voti necessari al Senato (serve la maggioranza assoluta): è quindi molto probabilmente arrivato il turno di Forza Italia, da mesi disponibile ad andare in soccorso del premier Giuseppe Conte.

Nessuna decisione sulla proroga dello stato di emergenza

Al Cdm di ieri, a cui hanno preso parte oltre al premier e ai capidelegazione di maggioranza, anche i ministri dell’Economia Roberto Gualtieri, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, del Lavoro Nunzia Catalfo nonché i responsabili economici dei partiti alleati di governo. A tenere banco, oltre allo scostamento di bilancio, anche la decisione di prorogare o meno lo stato di emergenza (in scadenza il 31 luglio) al 31 ottobre. Nei giorni scorsi l’opposizione è insorta e l’eventualità di una proroga è stata condannata da numerosi esperti, secondo i quali – dati alla mano – non ci sono più le condizioni visto il caldo di contagi e ricoveri. Si sa, Conte vorrebbe poter continuare  a decidere tutto da solo, a colpi di Dpcm, bypassando il Parlamento. Ma stavolta il premier dovrà andare a chiedere il parere dell’Aula.

Con nuovo scostamento debito pubblico sale al 157,6% del Pil nel 2020

Quello che è sicuro, intanto. è che il governo – a conti fatti – chiederà l’autorizzazione al Parlamento per un ulteriore ricorso all’indebitamento di 25 miliardi di euro nel 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1,0 miliardi nel 2022, 6,2 miliardi di euro nel 2023, 5,0 miliardi di euro nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026. Il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è, di conseguenza, fissato all’11,9 per cento del Pil nel 2020, mentre il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 157,6 per cento del Pil nel 2020.

Catalfo: “Soldi per rifinanziamento della cassa integrazione”

A sentire la titolare del ministero del Lavoro i soldi servono per il “rifinanziamento della cassa integrazione, incentivi per le nuove assunzioni e potenziamento del fondo nuove competenze. Con la parte più consistente dei 25 miliardi dello scostamento di bilancio approvato in Cdm, diamo ulteriore carburante alle imprese e più tutele ai lavoratori”, scrive la Catalfo su Twitter.

“Risorse per riprogrammazione scadenze fiscali e scuola in sicurezza”

Secondo una bozza della relazione che il premier presenterà alle Camere, con il nuovo scostamento di bilancio il governo “ritiene innanzitutto importante prorogare gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cig. Allo stesso tempo, non verrà meno il sostegno alle imprese e ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi“. I soldi serviranno anche per la scuola: “Verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza“.

Al Senato servono 161 voti ma i giallofucsia sono fermi a 154

Occhi puntati quindi sul Senato, dove alla maggioranza giallofucsia servono 161 voti. Un bel problema, visto che dopo i vari fuggi fuggi e cambi di casacca M5S, Pd, Iv, LeU e Maie-Italiani all’estero insieme arrivano a 154 senatori. A Conte quindi non basta neanche il voto dei senatori a vita ma deve poter contare su qualche esponente dell’opposizione. In tal senso il passaggio al Misto dei senatori di Forza Italia Paolo Romani, Gaetano Quagliariello e Massimo Berutti potrebbe preludere a un soccorso per i giallofucsia. Fermo restando, sia chiaro, che lo stesso Berlusconi da tempo si è detto pronto ad aiutare il governo. A partire dal Mes, anche se per adesso ancora non se ne (ri)parla.

Il nodo del Mes

Tuttavia, proprio la richiesta dei prestiti Ue per le spese sanitarie per la pandemia potrebbe essere dirimente. Infatti anche il Pd ripete ad ogni piè sospinto che il Mes va richiesto a prescindere dal Recovery fund. Ebbene, Antonio Tajani in questi giorni sta incalzando il governo a ricorrere al Fondo salva Stati versione sanitaria, ribadendo che “i voti di FI ci sono”.

Adolfo Spezzaferro

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