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“Siamo irraggiungibili, è come Gomorra”. Carabinieri arrestati a Piacenza, ecco le intercettazioni

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Roma, 22 lug – Torture, spaccio, arresti illegali, estorsioni, false attestazioni. Il novero di reati contestati ai carabinieri arrestati stamani a Piacenza è tanto impressionante quanto vergognoso. Per la prima volta in Italia un’intera caserma dell’Arma (la Levante) è finita sotto sequestro dopo che è stato scoperchiato un vaso di pandora da cui sono usciti tutti i crimini che avrebbero commesso questi militari. Per loro il Comando generale dell’Arma ha disposto “l’immediata sospensione dall’impiego” e al contempo verrà fatta “valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”. Le indagini riguardano reati compiuti a partire dal 2017 e l’inchiesta nasce dalla segnalazione di un ufficiale dei carabinieri che è stato in servizio a Piacenza e si sarebbe ribellato ai colleghi, denunciando i fatti ai magistrati.

“Ho fatto un’associazione a delinquere”

Ma se i reati contestati sono già di per sé sconvolgenti, a tracciare un quadro ancora più grave sono le intercettazioni emerse nelle ultime ore. Si parla di circa 75mila tra conversazioni telefoniche, ambientali e flussi di comunicazioni telematiche prima captati e poi attentamente analizzati dagli inquirenti. “Minchia adesso ti devo raccontà quello che ho combinato...ho fatto un’associazione a delinquere ragazzi! Che se va bene…ti butto dentro, nel senso a livello di guadagno”. Dunque in ”poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci siamo io, tu e lui…ok? (…) siamo irraggiungibili. A noi non ci deve cagare nessuno“.

“La roba gliela diamo noi”

E’ quanto affermato ad esempio da uno dei carabinieri coinvolti nell’indagine della procura di Piacenza, che in una conversazione in auto spiega poi il modus operandi criminoso, sentendosi impunito e inafferrabile: “Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba… vendi questa qua, altrimenti non lavori!” e la roba gliela diamo noi! (…) quindi è una catena che a noi arriveranno mai!!”. Ma c’è pure un paragone emblematico: “Hai presente Gomorra? (…) guarda che è stato uguale (…) Tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato”, dice uno dei civili arrestati in una conversazione con uno dei militari coinvolti, mentre parlano di un’estorsione finalizzata all’ottenimento di un’auto.

Alessandro Della Guglia

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