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“Le mascherine? D’estate fanno male. E l’allarmismo porta alla rovina”. Il virologo Tarro contro il governo

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Roma, 22 lug – Non c’è solo Zangrillo impegnato sul fronte dei «cattivi» – cattivi secondo la stampa mainstream – che indicano da ormai due mesi la fine dell’emergenza sanitaria. C’è anche, ad esempio, il virologo Giulio Tarro, secondo il quale non dobbiamo temere la seconda ondata «perché non ci sarà». Tarro, spesso contraltare di Burioni nel corso di vari talk show televisivi, smonta in un’intervista a Libero l’allarmismo sull’epidemia ancora palpabilmente emanato dalle comunicazioni istituzionali.. «Altri Paesi già sono in fase inoltrata con riaperture significative. Noi, invece, proibiamo ancora troppe cose. Stanno davvero esagerando al governo. Continuando così porteranno in autunno il Paese alla rovina. Beninteso, non una rovina dettata da una emergenza sanitaria che non esiste più. Ma da una emergenza economica e sociale che mi pare venga ampiamente sottovalutata».

Il virologo si spinge dove nemmeno Zangrillo ha osato, stigmatizzando l’uso delle mascherine durante la stagione estiva. «In estate non vanno utilizzate», sostiene. «Diventano nocive perché inducono ipercapnia, cioè aumento pericoloso dell’anidride carbonica. Vorrei dare da medico un consiglio generale. Dobbiamo staccare la spina a una informazione ansiogena e ipocritamente intrisa di appelli a “non farsi prendere dal panico”. Quasi nessuno ci dice che se non ci ammaliamo è grazie al nostro sistema immunitario», che «può essere compromesso – oltre che da una inadeguata alimentazione e da uno sbagliato stile di vita – dallo stress, che può nascere anche dall’attenzione verso notizie allarmanti».

Del resto le previsioni catastrofiche – quella dei 150mila ricoverati in intensiva o sul ritorno del virus a metà giugno per colpa della movida – si sono rivelate del tutto inesatte. «Dopo i festeggiamenti dei tifosi napoletani per la vittoria della Coppa Italia –  è l’esempio portato da Tarro – non è seguito un solo caso di contagio. Si è dimostrato ancora una volta che il virus non è più in circolazione in Italia», sottolinea il virologo. «Sappiamo che ultimi casi italiani derivano da soggetti che vengono dall’estero oppure da italiani infetti rimpatriati». Basta terrorismo, quindi. «Non vedo nulla di allarmante sotto il profilo sanitario se l’indice RT è di poco superiore a 1. Giustificare l’eventuale prolungamento dello stato di emergenza sulla base questo criterio sarebbe sbagliato», conclude Tarro. «Da virologo con una certa esperienza, mi sento di poter affermare che in realtà oggi non c’è alcuna ragione sanitaria per prolungare lo stato di emergenza».

Cristina Gauri

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