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Salvini non si batte con i voti? Nessun problema: il governo schiera le toghe

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Roma, 1 ago – Vette inimmaginabili. La maggioranza farlocca che sostiene un governo purchessia ha deciso di mandare il capo dell’opposizione a processo per aver fatto, da ministro dell’Interno, ciò per cui era stato votato. Naturalmente stiamo parlando dell’autorizzazione a procedere concessa dal Senato nei confronti di Salvini, indagato dalla magistratura per non aver fatto attraccare lo scorso agosto la Open Arms carica di immigrati clandestini. Non volle sbarcarli a Malta, non volle sbarcarli in Spagna, recuperò quell’umanità in acque territoriali di altra nazione e decise di imporre all’Italia l’accoglienza di 160 irregolari sulla base del suo quantomeno opinabile codice etico. Governo Conte 1, è bene ricordarlo.

Obiettivo eliminare Salvini

E allora qui le cose sono due: o il programma di Salvini sull’immigrazione, e comunque di tutto il mondo sovranista conservatore, è illegittimo sotto il profilo della costituzionalità, e allora non dovrebbe neanche esistere una campagna elettorale con tali proposte, nel senso che dovrebbero essere bandite come se si trattasse di una comune istigazione a delinquere; oppure, stante l’ovvia legittimità del suo programma, l’attuale compagine governativa si è organizzata per ucciderlo politicamente tramite l’ausilio della magistratura, perché ciò che Salvini fece un anno fa è impensabile non fosse condiviso con tutto il governo e attuato tramite l’ausilio di altri ministri (vedi Toninelli), dunque l’autorizzazione a procedere contro di lui ma non contro altri è evidentemente un tassello del piano ben più complesso per estrometterlo dalla politica italiana.

Dunque, la situazione è grave più di quanto si possa pensare, anche e soprattutto all’indomani della proroga dello stato d’emergenza, in assenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che concede poteri speciali al presidente Conte. Da questo punto, non possiamo non temere per le elezioni regionali prossime che si terranno in autunno e che, secondo i pronostici, vedranno la sinistra rimanere al governo di quattro regioni su venti. La preoccupazione è che il governo, sventolando la famigerata seconda ondata di virus che già mesi fa veniva pronosticata, rinvii a data da destinarsi l’appuntamento elettorale ottenendo così due ottimi risultati: non subire una batosta epocale che storicamente in Italia comporta le dimissioni del governo, e naturalmente eliminare l’agibilità politica per via giudiziaria del capo dell’opposizione, la quale attualmente rappresenta la stragrande maggioranza degli italiani. Di democratico hanno solo il nome del partito.

Consulta e Quirinale vergognosamente muti

Che la Corte costituzionale e il presidente della Repubblica non intervengano, anche solo per tirare le orecchie a questi buontemponi, è fatto grave ma che non deve stupire. Questo esecutivo è benvoluto da “quell’ordine mondiale” di cui parla Massimo Giannini nel suo video divenuto virale negli ultimi giorni, e naturalmente dall’Unione europea che gode immensamente ad aver a che fare con una pletora di studentelli allo sbaraglio volontariamente appecoronati di fronte al trono europeo. Non sono chiacchiere fine a sé stesse: se Gualtieri si ammala, Laura Castelli lo sostituirà come ministro dell’Economia. Se non fosse la drammatica realtà, potremmo riderne.

La magistratura contro Salvini

Il tic, poi, è sempre il solito, e consiste nel pervicace e costante tentativo di ribaltare la realtà politica ogni qualvolta essa non si uniformi ai loro desideri. Come predicava Gramsci, la sinistra ha occupato gli anelli importanti della catena vitale della nazione, tra cui naturalmente vi è la magistratura. Non a caso, le ultime rivelazioni sui magistrati narrano della spartizione delle nomine sulla base dell’appartenenza politica e dei plotoni di esecuzione che hanno fucilato prima Berlusconi con la sentenza Mediaset e con le altre baggianate che hanno riempito le procure d’Italia e che oggi si apprestano a mettere Matteo Salvini con le spalle al muro.

E pensare che l’immunità parlamentare venne pensata per tutelare la politica dalle ingerenza della magistratura, mentre oggi tale istituto viene utilizzato come una clava per condannare alla ghigliottina politica il proprio avversario. D’altronde, Pd e grillini hanno in comune, oltre che una massiccia dose di ignoranza letterale, l’amore per il giustizialismo più sfrenato. E oggi, come delle tricoteuses, assistono gaudiosi all’ennesima testa che rotola sul pavimento.

Lorenzo Zuppini

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