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Udine, rivolta di 400 immigrati: roghi e lancio di pietre contro gli agenti. “Non vogliamo la quarantena”

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Udine, 3 ago – E’ rivolta all’interno della ex caserma Caverzerani di Udine, dove stamattina i circa 400 immigrati ospiti della struttura hanno protestato con lanci di sassi, grida e materassi bruciati contro la probabile proroga di altre due settimane della «zona rossa», istituita dal sindaco leghista Pietro Fontanini il 21 luglio per motivi sanitari.

Isolamento mal sopportato

Dalla caserma non si può né entrare né uscire dal momento che all’interno della struttura alloggiano stranieri risultati positivi al coronavirus – gli ultimi due quali individuati nella giornata di ieri. Gli immigrati, però – alla faccia degli sforzi compiuti dai cittadini di Udine nei mesi del lockdown – mal sopportano l’isolamento forzato e premono per uscire dalla caserma. Una situazione da giorni carica di tensione, alla quale l’amministrazione ha voluto porre un argine isolando completamente il centro di accoglienza, avvalendosi di un presidio di controllo per evitare la fuga degli immigrati e illuminando l’area attorno alla caserma durante la notte.

Urla e roghi

La rivolta di stamattina ha reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Udine per domare il rogo di materassi provocato dagli stranieri ospiti del centro, che hanno tentato in tutti i modi di ostacolare lo spegnimento dell’incendio bloccando l’accesso alla caserma. Non solo: gli immigrati hanno aggredito con urla e lancio di sassi e laterizi le forze dell’ordine intervenute per sedare la rivolta.

Ciani (Lega): “E’ colpa del governo”

La situazione è ormai esplosa e la colpa principale è da ascriversi all’esecutivo che sta tenendo la testa sotto la sabbia. Questo, in sostanza, il pensiero dell’assessore alla Sicurezza del Comune, Alessandro Ciani, che ha puntato il dito contro il governo ai microfoni dell’emittente locale Udinese Tv: «È colpa del governo che sta sottovalutando la rotta balcanica, si parla solo di Lampedusa», ha dichiarato. «È una situazione molto delicata, si tratta di episodi che si verificano su tutto il territorio nazionale», incalza Ciani. «Oltre all’emergenza migratoria c’è anche quella sanitaria. Ci confronteremo con questura e prefettura. La cittadinanza non vuole problemi per la salute pubblica. Va tutelato il diritto dei cittadini di non avere nuovi focolai e contagi. Gli udinesi sono stati corretti e hanno fatto grandi sacrifici nei mesi passati. Siamo stati due mesi in casa rinchiusi e non vogliamo altri sacrifici».

Cristina Gauri

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