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Nuove professioni: conviene diventare un pilota di droni?

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Il mercato del lavoro continua a subire profondi cambiamenti dovuti non soltanto alle ripetute crisi economiche, ma anche allo sviluppo sempre più rapido delle nuove tecnologie, soprattutto dell’automazione; molti lavori che prima erano eseguiti da esseri umani, infatti, al giorno d’oggi sono svolti dalle macchine in maniera più efficiente ed economica. La recente pandemia, inoltre, sembra aver dato una ulteriore spallata al già traballante mondo dell’occupazione, e soltanto in Europa sono ormai milioni i posti di lavoro a rischio.

L’industria rappresenta il settore maggiormente colpito da questa crisi, e dal momento che la diffusione del virus è globale, il problema non è vissuto soltanto in Europa; negli scenari di ripresa post-emergenza, quindi, il ricorso all’automazione gioca un ruolo centrale e rappresenta una scelta obbligata per il rilancio dell’economia e dell’industria.

Le norme e i regolamenti dell’ENAC

Se la presenza umana nei cicli di produzione industriale tende a calare sempre di più in proporzione allo sviluppo tecnologico e alle emergenze periodiche di varia natura, il cosiddetto “smart working” e le libere professioni sembrano essere in aumento. Una professione legata allo sviluppo delle nuove tecnologie che possiamo citare come esempio è quella del pilota professionista di droni, che dopo un inizio incerto sembra ormai avviata a occupare un posto di estrema rilevanza nel panorama futuro del lavoro.

Dopo la loro prima comparsa sul mercato globale privato, infatti, i droni sono passati dall’essere dei meri giocattoli finalizzati al divertimento a dei veri e propri strumenti di lavoro che si sono rivelati indispensabili in molti settori.

La proliferazione dei droni, inoltre, ha portato l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile a stabilire delle norme abbastanza rigide per salvaguardare la sicurezza aerea, e di conseguenza sono state fissate delle categorie ben specifiche il cui utilizzo è strettamente regolato.

Molti di coloro che hanno cominciato a usare droni per semplice curiosità, o per gioco, si sono quindi ritrovati tra le mani la possibilità di trasformare un passatempo in lavoro affrontando una spesa decisamente ragionevole. Per l’ottenimento del brevetto di pilotaggio per droni del peso non superiore ai 300 grammi, infatti, la spesa può arrivare a un massimo di 600 euro, e fino a 1.800 per ottenere il brevetto di pilota per droni fino a 2 chilogrammi di peso.

Le diverse tipologie di droni

I droni dal peso inferiore ai 300 grammi possono essere pilotati anche senza licenza ovviamente, ma bisogna tenere conto che esistono comunque delle restrizioni per quanto riguarda le aree dove è concesso volare.

In ambito fotografico, per esempio, sono sempre di più i professionisti che offrono il servizio di ripresa aerea per i matrimoni; nella realtà dei fatti, però, la legge vieta il volo dei droni nelle aree urbane e in luoghi frequentati da persone. Per eseguire questo tipo di servizi fotografici, quindi, è necessaria l’autorizzazione del comune dove viene svolta la cerimonia.

È vietato far volare i droni anche sulle proprietà private, ma nulla vieta di usarli nelle zone rurali, in aperta campagna, sui terreni di cui si è proprietari e su terreni demaniali che non hanno destinazioni d’uso specifiche. Quindi se qualcuno è interessato all’acquisto di un drone da usare in aperta campagna per fare pratica di volo e di riprese video aeree, può andare su questo sito web e scegliere tranquillamente il modello più adatto alle sue esigenze.

Le possibilità di lavoro

A questo punto la domanda che sorge spontanea riguarda ovviamente le reali possibilità di lavoro che si prospettano una volta ottenuto il brevetto di pilotaggio. I campi di applicazione del drone sono numerosi, e data la proverbiale versatilità di questo apparecchio sono anche in continua espansione; ed escludendo l’ambito industriale per il quale occorre il brevetto avanzato, visto che vengono spesso impiegati droni pesanti, al giorno d’oggi i droni leggeri sono usati in svariati ambiti.

Quelli delle riprese video e della fotografia aerea sono uno dei settori maggiormente in crescita, soprattutto grazie all’incremento del numero di fotografi professionisti che scelgono di acquisire il brevetto in modo da ampliare i servizi offerti al cliente; a parte il campo specifico della fotografia, al giorno d’oggi i droni vengono usati anche per i rilevamenti topografici e l’aerofotogrammetria, ai fini della mappatura del territorio, per la videosorveglianza, per l’ispezione di luoghi e strutture potenzialmente pericolosi a causa di danni strutturali o altre cause, e in un prossimo futuro saranno utilizzati anche per i servizi di consegne a domicilio.

La cifra che un pilota di droni può guadagnare, però, è subordinata soprattutto al tipo di condizioni contrattuali; i liberi professionisti che lavorano in maniera indipendente, per esempio, possono guadagnare dai 5.000 ai 15.000 euro all’anno, ma una piccola percentuale riesce a fatturare anche cifre considerevoli, fino ai 100.000 euro all’anno o anche di più.

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