PrimatoNazionale

Coronavirus, ultimatum del governo alle Regioni: “Stretta su discoteche e movida o chiudiamo tutto”

Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 ago – L’esecutivo sta per impugnare le ordinanze regionali che non impongono il rispetto del divieto di assembramento. E’ l’ultimatum del ministro delle Autonomie Francesco Boccia, che ha convocato per oggi i governatori delle Regioni per un nuovo tavolo all’alba di Ferragosto. I presidenti sono quindi avvisati: se seguiteranno a mantenere una linea permissivista, il governo procederà con il giro di vite. Intanto al ministero della Salute si attende di vedere l’esito dei controlli richiesti a chi torna da Spagna, Croazia, Malta e Grecia, mentre in molti al Cts già azzardano di aggiungere altri Paesi alla lista dei rientri «a rischio», per i quali è obbligatorio sottoporsi al tampone appena arrivati in Italia.

Discoteche nemico pubblico numero 1

Silenzio tombale, come di consueto, sui focolai legati all’immigrazione clandestina. A finire nel mirino del governo ora sono i nuovi nemici della salute pubblica, cioè discoteche, movide e feste vacanziere. Il distanziamento sulla pista da ballo e l’obbligo di mascherina quando non si riesce a stare lontani almeno due metri sono un’utopia. Lo si sapeva fin dall’inizio. La preoccupazione ora è tutta puntata verso i giovani. E per il governo esiste una sola opzione sul banco: limitare la movida secondo il decreto del 7 agosto.

A macchia di leopardo

All’appello per ora ha risposto solo la Calabria, dove il governatore Santelli ha emesso un’ordinanza per chiudere le discoteche. Un generico richiamo all’ordine e all’attenersi all regole già esistenti è invece arrivato dalle altre Regioni. Ma per l’esecutivo non basta. Dove sono i divieti per gli eventi ferragostani, come le feste e i falò in spiaggia? Certo, alcuni sindaci hanno imposto la serrata, ma si tratta di una situazione a macchia di leopardo. Se nel tal comune sono vietate serate danzanti e ritrovi, a pochi chilometri di distanza si trovano aree completamente libere. Con il rischio di far concentrare tutte le persone solo nei luoghi dove non sussistono divieti.

Uno degli obblighi riguarderà l’uso della mascherina all’aperto. A metà agosto. Una misura inderogabile secondo gli esperti, l’alternativa è quella di chiudere o contingentare strade e piazze della vita notturna: limitare il numero degli accessi – come già sta accadendo a Roma – transennando le entrate. O si fa così, o si ricorre al coprifuoco – una misura che metterebbe una pietra tombale sull’economia di intere zone.

Cristina Gauri

Vai sul sito de IlPrimatoNazionale

Tags

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close