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Tik Tok, l’applicazione che alimenta la guerra fredda tra Usa e Cina

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Roma, 16 ago – Nuove frecce vengono scagliate dagli Usa contro Tik Tok. Stavolta a vestire i panni dell’arciere non è stato Donald Trump, bensì il noto quotidiano Wall Street Journal. Un’indagine portata avanti dal giornale, infatti, pare confermare i dubbi mossi dall’amministrazione statunitense guidata dal presidente repubblicano, che ha dato un vero e proprio ultimatum al colosso cinese ByteDance Ltd, creatore della nota app. Praticamente se entro il 21 settembre prossimo le attività americane della popolare applicazione non dovessero passare nelle mani dei colossi informatici americani (Microsoft e Twitter sono già in pole position), Tik Tok sarà vietata negli Stati Uniti.
Il quotidiano di proprietà di Rupert Murdoch, basandosi sui dati raccolti nel corso della sua inchiesta, sostiene con sicurezza che l’applicazione si sarebbe appropriata dei codici identificativi di milioni di smartphone Android, senza il consenso degli utenti e quindi in barba a tutte le regole sulla privacy promosse dall’azienda che ha sviluppato il processore che, ricordiamolo, è l’americanissima Google.

Le accuse di Trump

Il colosso cinese ha acquistato l’app per video Karaoke Musical.ly, incorporata in Tik Tok, da un concorrente cinese nel 2017, pagando una cifra di quasi un miliardo di dollari. Nel suo ordine esecutivo, Donald Trump sostiene che ci sono prove credibili secondo le quali l’acquisizione di Musical.ly da parte di ByteDance «minacci di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti» La ByteDance ha cercato di dribblare le accuse dichiarando con una nota che: «TikTok è amata da 100 milioni di americani perché è un luogo di intrattenimento, espressione personale e connessione». Tuttavia nelle sue grinfie, per 15 mesi fino al novembre passato, sarebbero finiti, oltre a milioni di smartphone Android, numerosi indirizzi Mac. Sappiamo che gli indirizzi Mac, tendenzialmente, sono utilizzati per scopi pubblicitari, nonostante ciò, il Wall Street Journal la pensa diversamente e denuncia un tracciamento ben più invadente da parte di Tik Tok.

Scontro Usa-Cina

Anche in Italia l’applicazione creata da Byte Dance Ltd è finita nell’occhio del ciclone. Il Copasir e il Garante della privacy, proprio a causa della gestione dei dati forniti, come ritengono, direttamente dall’app al governo cinese e, presumibilmente, ai suoi organi di spionaggio, hanno deciso di tenere molto alta l’allerta. Le tensioni tra Usa e Cina, complice anche l’affaire Tik Tok, non hanno l’aria di affievolirsi. Secondo quanto riportato dal quotidiano newyorkese, non ci sarà nessuna inversione di tendenza, relativamente ai rapporti tra le due nazioni, anche qualora Joe Biden dovesse battere Trump, aggiudicandosi la poltrona della Casa Bianca. Questo perché c’è una posta in palio ben più alta che consiste nell’ottenere il primato nel campo delle telecomunicazioni. Gli Stati Uniti vogliono ostacolare in tutti i modi i loro diretti concorrenti provenienti dalla Cina, in particolare Huawei che vorrebbe portare il 5G in occidente, spingendo addirittura verso il rafforzamento delle aziende competitrici europee come Nokia ed Ericsson. La partita è solo all’inizio.

Alessandro Boccia

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