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Rick and Morty a rischio chiusura? Uno dei due autori sotto accusa per un vecchio video

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Los Angeles, 17 ago – Nemmeno il tempo di incensare Rick and Morty che la serie è a rischio chiusura. La causa? Un video del 2009 che ha per protagonista uno dei creatori, per cui lui aveva già chiesto scusa pubblicamente nel 2018. Nel video, infatti, Harmon ironizzava sulla pedofilia. E adesso, nonostante siano passati 11 anni, su Twitter si chiede a gran voce la cancellazione della serie. Ma il sospetto è che il video del 2009 c’entri ben poco.

Il video del 2009

Nel video uno degli sceneggiatori, Dan Harmon, faceva una parodia della serie Dexter facendo finta di stuprare una bambola gonfiabile. La clip è riemersa solo nel 2018 e, stando almeno a quanto dice la pagina Wikipedia inglese relativa a Harmon, il sito web Vox riferì che il video era stato diffuso su 4chan e diffuso da utenti alt-right cercando di screditare lo sceneggiatore per le sue simpatie ‘di sinistra’. A causa delle reazioni al video, lo sceneggiatore della serie cancellò il suo account Twitter. “Nel 2009, ho realizzato un “pilot” che si sforzava di parodiare la serie Dexter” avrebbe dichiarato Harmon “e sono stato molto offensivo. Mi sono subito reso conto che il contenuto era eccessivamente sgradevole l’ho rimosso immediatamente”.

Harmon, pur coi suoi innegabili meriti, è solo co-autore di Rick and Morty: dunque, al di là del fatto in sé, ci si chiede perché ma debba chiudere baracca e burattini una serie di successo per qualcosa che uno dei due ideatori ha fatto nel 2009 e per cui ha chiesto scusa – e che era evidentemente il classico humour nero che permea tutta la sua produzione, da Community in poi. Di sketch sgradevoli o scioccanti vivo il web è pieno, ma prima ancora che sul web basta ricordare che South Park è tutt’ora in corso: è solo mera casualità se i censori politicamente corretti non sono ancora arrivati a chiederne la chiusura. O forse lo hanno fatto, chi lo ricorda?
In questo mondo ‘libero’ esce un appello al secondo affinché chiuda una serie, si ritirino dei libri e si cancelli dalla faccia della Terra qualsiasi cosa sia anche lontanamente offensivo. Il circuito di questa società della vergogna, che si autoalimenta e talvolta si fagocita, protegge poi solo alcune ben precise sensibilità: nessuno di questi isterici utenti di Twitter si è mai azzardato a bastonare qualcuna di quelle boiate offensive che si vedono a cadenza regolare nei gay pride. Lì sì che scoprono di avere senso dell’umorismo … (spoiler alert: non è vero, non lo hanno).

Nadia Vandelli

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