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“Riapertura delle scuole a rischio: dipende dal comportamento delle persone”. Ricciardi torna a bacchettare gli italiani

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Roma, 18 ago – Ve lo ricordate Walter Ricciardi? Ebbene, ancora parla. E semina il panico con il suo terrorismo psicologico. Il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che nei mesi dell’emergenza coronavirus si spacciava per esponente dell’Oms e che proprio dall’agenzia Onu era stato scaricato, indatti torna all’attacco e mette in dubbio la riapertura delle scuole. Il motivo? Quella inesistente seconda ondata di contagi di coronavirus agitata come un spettro dagli “espertoni” filogovernativi per preparare la piazza a nuovi Dpcm o – peggio ancora – a nuovi lockdown inflitti agli italiani dall’esecutivo giallofucsia.

“Tutto dipenderà dal comportamento responsabile delle persone”

Se nei prossimi giorni il numero dei contagi continuerà a crescere, dice Ricciardi in un’intervista al Messaggero, c’è un problema serio” da affrontare. Si rischia, sostiene convinto, “la chiusura di aree con focolai”, ma addirittura che “non riaprano le scuole”. Tutto “dipenderà dal comportamento responsabile delle persone”. Ci risiamo: ancora una volta si criminalizzano i cittadini, accollando a loro le sorti del Paese. Non bastava accusare i giovani e chi esce la sera e decretare la chiusura delle discoteche e imporre la mascherina all’aperto dalle 18 alle 6 (fatto questo che ha scatenato gli attacchi ironici degli esperti non allineati a Palazzo Chigi), ora gli italiani tutti devono stare in campana, altrimenti i loro figli a settembre resteranno a casa a seguire le videolezioni.

Nuovi focolai? Per il consigliere di Speranza è colpa degli italiani

Il quadro delineato da Ricciardi è di puro allarmismo:”Tutte quante le regioni sono vulnerabili e a rischio” di nuovi focolai “e ripartono da una condizione simile. Forse le uniche ancora svantaggiate dalla situazione precedente sono la Lombardia, il Veneto e, in parte, l’Emilia Romagna. Queste tre regioni continuano ad avere dati peggiori rispetto al resto d’Italia”, sostiene il consigliere di Speranza. Poi il docente di Igiene generale e applicata della Cattolica di Roma ripete la solfa giallofucsia secondo i cui i nuovi contagi non sono il “regalo” dei porti aperti e dei continui sbarchi di clandestini. “In questo momento il contagio è alimentato sostanzialmente per circa il 30-35 per cento da quei turisti italiani che ritornano dall’estero, e sono soprattutto ragazzi. Poi un altro 40 per cento è autoctono, sono focolai cioè originati o trasmessi in famiglia o in comunità. Infine, un 20-30 per cento di persone sono turisti, oppure migranti, o comunque persone che vengono dall’estero”. In ogni caso, la seconda ondata del virus dipende dai cittadini: “Se agiscono come se il rischio non ci fosse, è chiaro che i focolai aumentano, e questo a sua volta innesca la possibilità che le autorità non ce la facciano a individuarli”, dice Ricciardi con la consueta dose di terrorismo psicologico. Non pago, ritira fuori pure la fallimentare app Immuni: “Ancora è scarsamente scaricata e quindi non riesce ad aiutare le Regioni a rintracciare i casi positivi”.

“Scuole potrebbero essere fonte di nuovi focolai”

nfine, il capitolo scuola. “Noi possiamo e dobbiamo lavorare perché le scuole riaprano, ma è chiaro che se abbiamo una esacerbazione e una crescita dei casi, si riapre un enorme punto interrogativo, perché di fatto in queste condizioni le scuole potrebbero essere fonte di nuovi focolai“. Bomba sganciata.

Adolfo Spezzaferro

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