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Corsa al divieto, la sparata del Codacons: “Stop al fumo all’aperto”

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Roma, 19 ago – Basteranno le discoteche chiuse e le mascherine in notturna oppure il governo ci rifilerà qualche altro divieto in salsa new lockdown? Intanto, a tirar fuori un’ideona ci ha pensato il Codacons. “Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’aperto”. E’ quanto dichiarato dal presidente del Codacons, Marco Donzelli, che plaude al provvedimento della Spagna, dove è stato vietato il fumo in strada quando non si è in grado di rispettare la distanza di due metri tra le persone. Una decisione che ha esteso un divieto già vigente da in Galizia e alle Canarie.

“La correlazione statistica tra fumo e decessi – dice il Codacons – è spaventosa già di suo, un vero e proprio genocidio; ogni anno il fumo uccide 7 milioni di persone (saranno 8 milioni entro il 2030), come se di colpo fosse cancellata la città di New York; in Italia 80 mila persone l’anno perdono la vita per malattia causate dal fumo di sigaretta – dice ancora il Codacons – secondo alcuni studi scientifici poi vi sarebbe una correlazione diretta tra il fumo ed il rischio di sviluppare forme più gravi della malattia, aumenterebbe il rischio di ventilazione artificiale e ricovero in terapia intensiva, oltre che di morte”. Ma fumando si rischia sul serio di aumentare il rischio di contrarre il coronavirus?

Ma gli esperti dicono il contrario

Come già riportato su questo giornale, secondo Sergio Harari, pneumologo dell’Ospedale San Giuseppe interpellato dal Corriere della Sera, in realtà “non esiste alcuna evidenza scientifica che il fumo trasporti il coronavirus. In letteratura non ci sono pubblicazioni a riguardo e mi sembra un problema marginale rispetto ad altre modalità di contagio decisamente più rischiose”. Dello stesso avviso Giorgio Buonanno, docente all’Università di Cassino, che ha specificato come “le particelle che espira un non fumatore non sono diverse da quelle rilasciate da un fumatore: quest’utimo emette oltre all’aerosol anche il fumo, che è però neutrale rispetto al virus”.

Ora, francamente non sappiamo se il Codacons ne sappia di più rispetto a questi esperti in materia. Di primo acchito, ma giusto per non essere troppo impietosi, abbiamo qualche dubbio a riguardo. Tra l’altro lo stesso Codacons ci risulta dedito alla difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori, magari però annovera tra le proprie fila illustri virologi di cui non siamo a conoscenza.

Alessandro Della Guglia

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