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La Lega più antifascista del Pd. Sospende un suo consigliere per una foto a Predappio

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Scandicci, 19 ago – La Lega in Toscana ha sempre avuto una forte e radicata impronta antifascista e coglie spesso l’occasione per ribadirlo, facendo come se non peggio del Pd sul piano della repressione di qualsiasi pensiero o atto considerato “fascista” (o semplicemente politicamente scorretto). Del resto lo aveva ribadito anche la candidata presidente del centrodestra, nonché leghista doc, Susanna Ceccardi, poco tempo fa nel cuore rosso della Toscana. “Io sono più antifascista e di sinistra del Pd”, era questo sostanzialmente il messaggio lanciato alla folla che un po’ l’ascoltava e un po’ la contestava nel quartiere popolare di Livorno. Dichiarazioni pesanti, che non vanno inquadrate solo nell’ottica di una strategia elettorale volta a rubacchiare il voto “operaio” che fu del Pci nella regione rossa, come ha fatto furbescamente Salvini di recente recuperando in qualche modo la figura di Berlinguer.

L’antifascismo della Lega in Toscana, una vecchia storia

La Lega Nord in Toscana venne fondata da personaggi equivoci in odor di massoneria e antifascisti convinti, che dopo anni di zerovirgola ai tempi di “Roma ladrona”, da un po’ di tempo a questa parte godono dei frutti della svolta nazionale di Salvini e dei risultati elettorali in doppia cifra. Questi miracolati però non abbandonano la verve che li porta a inseguire culturalmente la sinistra più liberticida, come dimostra l’ultimo caso di un consigliere comunale prontamente sospeso per una semplice fotografia a Predappio. Si tratta di Christian Braccini, consigliere a Scandicci in provincia di Firenze, che sul suo profilo Facebook ha postato un selfie presso la cripta Mussolini nel cimitero di San Cassiano a Predappio con la didascalia “viva l’Italia”.

Il Carroccio e l’immediata sospensione di Christian Braccini 

Apriti cielo, per l’uomo è scattata l’immediata repressione interna. “I valori di libertà e democrazia non devono essere, infatti, mai minimamente messi in discussione, neppure tramite un qualsiasi riferimento fatto sui social durante una normale vacanza estiva”. Sembrano parole pronunciate da Emanuele Fiano, invece si tratta del commissario regionale della Lega in Toscana, Daniele Belotti. Parole e atti, quelli del Carroccio, perfettamente in linea con le dichiarazioni della vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale Monia Monni: “Non si può “omaggiare” Mussolini a Predappio e un minuto dopo sedersi in un consiglio comunale senza battere ciglio. Nelle istituzioni democratiche e antifasciste non ci può essere spazio per coloro che osannano l’Italia dei repubblichini, dei franchi tiratori, della guerra e delle leggi razziali. Il consigliere di Scandicci del gruppo Lega-Salvini Premier deve dimettersi con effetto immediato”.

Braccini non chiede scusa

Ricordiamo che sempre poco tempo fa, guarda caso sempre in Toscana, un consigliere leghista di Massa fu costretto a scusarsi (sempre dalle gerarchie interne al partito) per aver dato dell’assassino a Sandro Pertini. Insomma l’andazzo da quelle parti è sempre lo stesso, e chi vive una tale sudditanza culturale nei confronti della sinistra limitandosi ad una proposta politica da bassa sbirraglia, con parole d’ordine legate esclusivamente al decoro e al contrasto dell’immigrazione su un piano securitario, non potrà mai compiere alcuna rivoluzione, né cambiamento profondo.

Almeno in questo caso Christian Braccini ha avuto la decenza di non chiedere scusa per essersi semplicemente recato in un cimitero, aperto al pubblico, e non aver compiuto alcun crimine. “Io sono in un paese libero, vado dove voglio quando voglio”, ha scritto Braccini su Facebook. “Altrimenti chiudete il cimitero al pubblico…cambiate il nome al paese e chiudete tutte le attività commerciali… Un bacione a tutti”. Braccini ha dimostrato di avere la schiena dritta. A differenza del suo collega massetano, costretto in ginocchio sui ceci per aver “offeso” quel nobiluomo di Pertini.

Davide Di Stefano

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