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Il politicamente corretto anche nei documentari sugli animali. La Bbc: “Ci sarà meno violenza”

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Londra, 21 ago – La natura matrigna e crudele di Leopardi? Dimenticatela, i nostri giovani non sono pronti per affrontarla. Per la Bbc infatti c’è bisogno di un nuovo tipo di documentario, definito “consapevole”, sulla natura: uno, insomma, che verrà completamente spogliato dei tratti violenti che caratterizzano il mondo animale e la lotta per la sopravvivenza. Nessuno dei nostri bambini verrà traumatizzato dalla morte delle povere gazzelle nella savana perite sotto i denti del leone … ed è un peccato.

Documentari a misura di…”fiocco di neve”

La ‘pregiata’ notizia è data dal Daily Mail che, non senza una certa vena canzonatoria, definisce i documentari del ciclo Mindful Escapes: Breathe, Release, Restore della Bbc Four come ‘la natura per la generazione snowflake’, ove il termine ‘fiocco di neve’ sta per coloro che sono eccessivamente emotivi e che si offendono facilmente – quindi tutto ciò in cui la cultura del piagnisteo politically correct sta tramutando le nuove generazioni. La serie della Bbc ha come intento quello di di “rilassare e ringiovanire” lo spettatore, trasportandolo in una “serie di viaggi dolci” e avrà come voce narrante un ex monaco buddista, nonché co-fondatore di un’app che aiuta nella meditazione e nel sonno, che risponde al nome di Andy Puddicombe.

Il programma è in netto contrasto con i filmati ‘violenti‘ trasmessi in precedenza dalla serie Planet Earth, che spesso ha mostrato scene brutali di predatori che azzannano innocenti pelosetti – insomma, come a noi succedeva di vedere, rapiti sul divano, a causa di quel feroce plagiatore di bimbi che è Piero Angela. Sreya Biswas, editor della Bbc, è estremamente entusiasta della nuova piega che hanno preso i documentari sulla natura della Bbc tanto che ha dichiarato: “Mindful Escapes consente al pubblico di interagire con i contenuti televisivi in un modo completamente unico e riflette l’impegno della Bbc a creare conversazioni sulla salute mentale e supportare il benessere mentale”. Puddicombe ci spiega nel trailer della serie a cosa corrisponde il termine ‘mindfulness’: “La capacità di essere presenti con una mente chiara, calma e curiosa. Quando ci immergiamo nelle immagini e nei suoni del mondo naturale, acquisiamo un maggiore senso di agio, prospettiva e connessione”.

Il pubblico “tifa” per le prede

La Bbc intende quindi perseguire la linea che ha già messo in chiaro in passato: nei documentari sulla fauna ci si concentrerà maggiormente sulla caccia piuttosto che sull’uccisione della preda, perché gli spettatori fanno il tifo per il ‘perdente’. La natura declassata a cartone animato, insomma (anche se persino in Bambi la madre del cerbiatto veniva uccisa dai cacciatori, in quel caso umani). Secondo l’editor dell’unità di storia naturale della Bbc, il pubblico infatti tifa per la povera preda e si immedesima in lei rispetto ai temibili carnivori, dunque la ‘fauna’ va sceneggiata, in modo che vengano favorite le trame in cui il cerbiatto, il coniglietto, la gazzella o lo gnu salvano la pellaccia. 

Mike Gunton, il produttore esecutivo responsabile di alcuni dei popolarissimi programmi sulla fauna selvatica della Bbc come Blue Planet II e Planet Earth II, ha affermato che i registi si sono resi conto che il pubblico è molto più coinvolto dalla fuga delle prede e preferisce non vederne il massacro quando finiscono in pasto ai predatori. Una delle più famose scene di Planet Earth degli anni scorsi immortalò la insperata fuga di una iguana da un nido di serpenti velenosi pronti a papparsela e a tal proposito Gunton aveva già detto al Daily Telegraph: “Se quell’iguana fosse stata uccisa, non avrebbe avuto lo stesso impatto. Quando gli animali si salvano, per gli spettatori è meglio”. La notizia è questa: nel ventunesimo secolo ci immedesimiamo nella preda. Agli antropologi e ai filosofi capire il perché.

Nadia Vandelli

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