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Immigrati, scontro totale tra Musumeci e Conte. Governo pronto a impugnare l’ordinanza

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Roma, 26 ago – E’ scontro totale tra Nello Musumeci e il governo giallofucsia. Dopo che il presidente della Regione Sicilia ha emanato un’ordinanza per svuotare hotspot e centri di accoglienza dell’isola dagli immigrati stipati in condizioni che non rispettano le norme anti-Covid e ieri in serata ha inviato una nota di diffida alle Prefetture per l’esecuzione di quanto ha disposto, a quanto pare l’esecutivo Conte sarebbe pronto a impugnare l’ordinanza. Sì, perché sebbene Musumeci abbia più volte spiegato che in quanto responsabile della Sanità regionale ha il dovere di far rispettare le disposizioni anti-contagio anche nei centri di accoglienza (spesso i clandestini che sbarcano sono positivi al virus), Palazzo Chigi ritiene che il governatore siciliano vada oltre i propri poteri, essendo quella degli immigrati una questione di sicurezza, e pertanto di competenza del Viminale.

Il governatore alle Prefetture: “Rapida esecuzione svuotamento hotspot”

Al di là dei cavilli e dell’interpretazione di leggi e ordinamenti, resta lo scontro tra Regione e governo centrale. Musumeci infatti non arretra: nel documento inviato alle Prefetture, il governatore chiede, tra le altre misure, di illustrare il cronoprogramma del progressivo svuotamento degli hotspot “per le gravi ragioni di promiscuità e assembramento in cui sono costretti gli ospiti”. Musumeci ha chiesto di dare rapida esecuzione al provvedimento, tenuto conto anche dell’enorme numero di immigrati attualmente presenti “senza alcun distanziamento e pregiudizio della loro salute, nell’hotspot di Lampedusa”.

Ecco perché per Palazzo Chigi è complicato impugnare l’ordinanza

Palazzo Chigi, come abbiamo detto, a stretto giro dovrebbe impugnare l’ordinanza. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, dopo un attento esame di tutti gli atti e le norme dell’ordinamento, il provvedimento è stato messo a punto dall’Avvocatura generale dello Stato, ma ancora non è stato depositato. In ogni caso, l’iter per impugnare la decisione di Musumeci è complicato. Innanzitutto perché interviene in materia sanitaria e contempla le norme anti-contagio, di cui il presidente della Regione è esecutore. Inoltre per impugnare il provvedimento è necessaria una delibera del Consiglio dei ministri. Ma, come è noto, la Sicilia è una Regione a statuto speciale “rafforzato”. Ebbene, quando il Cdm affronta questioni che riguardano la Sicilia, lo statuto, che è parte integrante della Costituzione, prevede che il presidente della Regione partecipi al Cdm con il rango di ministro. Musumeci quindi sarebbe convocato a Palazzo Chigi e a quel punto lo scontro sarebbe inevitabile.

Adolfo Spezzaferro

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