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Delirio Anpi contro CasaPound: “I cittadini protestino contro motociclisti e arti marziali”

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Roma, 28 ago – Il 2020 è un anno senz’altro difficile. L’epidemia di coronavirus ha generato problemi sanitari, accentuato una crisi economica già allarmante, mostrato le falle di un governo traballante. Non sono mancati però neppure i drammi esistenziali, frutto di un lungo lockdown destabilizzante. C’è però una nota lieta: l’Anpi è immutata e continua a farci sbellicare dalle risate. Alle prese con il nulla cosmico prodotto sinora, i nuovi partigiani hanno pensato così di regalarci una spruzzata di pagliacciate per condire la solita litania sull’apologia di fascismo e inverosimili ricostituzioni di partiti. Tirando fuori dal manuale di nientologia l’ennesimo sermone contro CasaPound, rea di organizzare la propria festa nazionale a Grosseto (come peraltro già fatto due anni fa). Santi numi, che affronto alla siesta antifascista.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno

Evitiamo di riportarvi l’intero comunicato livoroso dell’Anpi, anche perché non è altro che la solita solfa illeggibile che rischierebbe di far chiudere per letargia anche un locale notturno di Bali. Breve parentesi: sono già tutti chiusi, ma non ditelo all’Anpi, visto mai che invii un panegirico urticante al governo indonesiano. Vi proponiamo però un paragrafo esilarante, giusto per condividere con voi lettori un gaio pomeriggio. “La celebrazione di un criminale e, conseguentemente, la rivendicazione delle sofferenze, dei lutti e delle rovine di cui egli è il primo responsabile, non è esercizio del libero pensiero”, scrive l’Anpi riguardo all’evento di CasaPound. Ma di chi parla? Chi è il criminale in questione? Chi ha incastrato Roger Rabbit? Sarà mica lo stesso che ha ucciso l’Uomo Ragno? Non si sa, non è esplicitato.

Maledetti motociclisti

Pazienza, preparatevi alla ciliegina sul dolce di carnevale: “Mentre lo svolgimento di allenamenti e incontri dimostrativi che rimandano al combattimento, perciò alla violenza, rende la circostanza più simile ad una esercitazione militare che ad un evento culturale, per quanto discutibile. Come lo stesso giro motociclistico, che speriamo incontri la contrarietà pacifica dei cittadini dei luoghi interessati: faremo quanto possiamo affinché questo accada”. Fermi tutti, avete letto bene o volete rileggere? Con calma, tranquilli, comprendiamo lo stupore. Eppure è proprio così, l’Anpi ha paragonato delle dimostrazioni di arti marziali e un giro motociclistico, a violenza ed esercitazioni militari. Invitando di conseguenza “i cittadini” a protestare. Ora, immaginatevi la scena, i commercianti della città maremmana che durante una giornata di lavoro indicono una manifestazione contro i motociclisti. Oppure gli operai di una fabbrica locale che si scagliano contro chi si allena in un prato. Non ve li immaginate? Non importa, benvenuti nel fantastico teatrino distopico dei nuovi partigiani.

Alessandro Della Guglia

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