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La modella di Gucci fa il “saluto romano”? Repubblica corre a difenderla

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Roma, 30 ago –  “Salve, Dea Roma! Ti sfavilla in fronte il sol che nasce sulla nuova Storia”. Forse l’”Inno a Roma”, ideale colonna sonora per la sua foto da turista, Armine Harutyunyan non sa cosa sia. Però siamo certi che sappia che il saluto romano, nel tempo, ha assunto altri e ben più ‘scorretti’ significati. Nessun problema da parte nostra, sia chiaro. E  nemmeno per i giornali mainstream, a quanto pare: siccome ora è la brutta anatroccola della casa di moda Gucci a lei si può perdonare questo scivolone.  Repubblica, infatti, pur di difenderla corre a parlare addirittura di ‘fake‘.

Chi è Armine Harutyunyan

Facciamo un passo indietro: prima di tutto, chi è Armine Harutyunyan? La peculiare modella è armena e ha fatto discutere molto perché è stata scelta da Gucci come una dei testimonial della nuova collezione. In molti sui social discutono sul suo aspetto non ‘canonico’: qualcuno esagera con battutacce e paragoni degradanti, e si finisce che per difendere la giovane spilungona si scomoda il body shaming, il femminismo, le cavallette, le piaghe bibliche e chi più ne ha più ne metta. Tutto, ipotizziamo, ampiamente previsto dalla maison Gucci che, da quando è diretta creativamente da Alessandro De Michele, ha fatto del ‘brutto’ la provocazione principale (gli uomini si vestono come Steve Urkel di ‘Otto sotto un tetto’ e le donne, tipo Armine, sembrano Olivia di Braccio di Ferro). Non dimentichiamo poi che sempre la casa di moda è la ‘mente’ dietro le boutade di Achille Lauro a Sanremo: tutto ribellismo a buon mercato – anzi, forse visti i prezzi della casa di moda, nemmeno troppo.

La parafrasi di Repubblica

Armine, insomma, non è Grace Kelly ma ora non si parla di lei per questo, bensì per uno scatto che la immortala davanti all’Altare della Patria, a Roma, mentre fa il saluto romano. Appena è diventato virale, i cattivissimi odiatori del web hanno iniziato a “perculare” coloro che si sono battuti per difendere Armine dal patriarcato. E Repubblica entra a gamba tesa nella polemica, continuando a difenderla, scrivendo che la foto sarebbe “un fake originato da una foto che ha lei stessa postato su Instagram”. “Dopo il body shaming, arriva il fake”, scrive ancora accorato il collega di Repubblica, “con la strumentalizzazione di una foto che la modella ha postato su Instagram”. “Harutyunyan si è fatta fotografare con un braccio alzato e l’altro teso verso il basso, una gamba sollevata come in un passo di danza”, si legge. Un ardito giro di parole, una parafrasi, per dire che la beniamina di Gucci e delle femministe sta facendo il saluto romano.

Gucci, modella

Quei tratti “armeni”

Immaginate se l’avesse fatto, chessò, Irina Shayk o una di quelle terribili modelle che rappresentano il canone estetico del patriarcato. Sarebbe stata, probabilmente, costretta alle scuse un nano secondo dopo aver messo la foto su Instagram. Sia ben chiaro, noi l’ironia della posa della simpatica Armine l’abbiamo colta. Sull’immagine c’è scritto “Cesar”: è ovvio che sta scimmiottando un peplum romano. E non discutiamo nemmeno circa la sua avvenenza, che i giornalisti di Repubblica attribuiscono ai “tratti tipici della popolazione armena”, facendoci pure sentire razzisti se non li apprezziamo (vale giusto la pena di ricordare che anche la Kardashian è di origine armena, persino la ‘nostra’ Laura Efrikian, e non assomigliano comunque a Pippo Franco, pure tenuto conto del botox). Anzi, sapete che c’è, le facciamo un applauso: sia della bellezza che della correttezza lei se ne frega. Vorremmo solo essere liberi di salutarla di rimando allo stesso modo…

Nadia Vandelli

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