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Mussolini e la filosofia: viaggio tra i riferimenti culturali del fascismo

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Roma, 30 ago – Sta per uscire, esattamente il prossimo 3 settembre, il libro Mussolini e la filosofia, edito da Altaforte Edizioni e scritto dal direttore de Il Primato Nazionale.

Leggi anche: Mussolini e la filosofia, contro i “sanificatori della storia”. Intervista all’autore Adriano Scianca

A pochi giorni dalla presentazione di questo originale lavoro, che si terrà a Grosseto alla festa di CasaPound Italia prevista il primo fine settimana di settembre, l’autore ha rilasciato un’interessante intervista all’Adnkronos. “Storicamente, del Duce è stato analizzato molto, ma il suo pensiero filosofico e i riferimenti culturali che lo hanno influenzato vengono spesso sottovalutati”, dice Scianca. Un pensiero filosofico incastonato nell’approccio laico e pragmatico del Duce. “Non ha mai avuto slanci mistici ma Mussolini è sin da bambino molto affascinato dall’importanza del rito: cerca di creare col Fascismo una mistica italiana del tutto nuova, ma sa di non avere la forza di contrastare i simboli e i riti della religione cattolica, per cui prosaicamente decide di non contrapporsi al cristianesimo”.

Scuola e filosofia

Scianca affronta poi due tematiche centrali del dibattito politico attuale: la scuola e il razzismo. Per il Duce era fondamentale che nelle scuole venisse insegnata la filosofia, con un determinato approccio alla materia.”Nella scuola di Mussolini la filosofia, o per meglio dire la storia della filosofia, come insegnamento, ha una posizione centrale nella formazione dei giovani italiani della riforma Gentile, che tuttavia già durante il Fascismo venne spesso discussa e rielaborata. Mussolini si spinge fino a consigliare i ministri dell’Istruzione dell’epoca circa il modo di insegnare la filosofia”.

L’approccio inedito al tema del razzismo

Quanto al razzismo, problema al centro dell’attenzione mediatica per via delle manifestazioni negli Stati Uniti dopo l’omicidio di George Floyd, “Mussolini ha un approccio inedito anche per l’epoca al tema del razzismo: filosoficamente – fa notare Scianca –  più che discriminare le altre razze, anche grazie all’influsso del pensiero di Julius Evola, cerca di innalzare antropologicamente la figura dell’italiano. Personalmente, credo che il Duce non sia mai stato convintamente antisemita, specialmente all’inizio, soprattutto se rapportiamo il suo pensiero a quello degli uomini e della cultura del suo tempo. Ma è indubbio che a un certo punto la rivoluzione antropologica che il fascismo porta avanti si colori anche di connotazioni razziali. Mussolini sposa la visione di Evola, senza tuttavia mai giungere a tesi sterminazioniste”.

Confrontarsi, evitando stolte censure

In Mussolini e la filosofia si parla ovviamente di molto altro, purtroppo però dubitiamo che dalle parti dell’Anpi qualcuno decida sul serio di affrontare una lettura che potrebbe almeno evitargli di ripetere a pappagallo inutili sermoni contro gli avversari politici. Difatti proprio i nuovi partigiani, gendarmi di un monopensiero intollerante, si sono scagliati contro la festa di CasaPound in cui verrà presentato il libro di Scianca. “Il mio invito a chi vuole bloccare queste iniziative è di contestare sul campo quanto viene scritto – dice l’autore all’Adnkronos – di contrapporre le proprie tesi, invece di censurare l’avversario. Farebbe bene anche a loro: trincerandosi dietro le loro posizioni di potere acquisite hanno disimparato a confrontarsi nel merito”.

Alessandro Della Guglia

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