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Piemonte, la Lega dichiara guerra ai lupi: “Necessario l’abbattimento, sono fuori controllo”

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Vco, 2 set – Lupi e uomo. Una convivenza sempre più difficile in Piemonte – ma non solo – dove la Lega ha proposto di passare a misure drastiche di contenimento.  «Le politiche di convivenza fin qui adottate non bastano. Dobbiamo passare a piani di abbattimento selettivo dei lupi, come richiesto a più riprese dagli allevatori e come già avviene nelle valli francesi». Così dichiara Alberto Preioni, presidente della Lega nel Consiglio regionale del Piemonte, nel commentare la recente escalation di aggressioni sulle montagne della Val d’Ossola, in località Toceno: lì i lupi hanno sbranato alcune pecore e ferito gravemente una vitella, poi salvata dal veterinario grazie al tempestivo intervento di un elicottero.

Aggressioni che mettono sempre più in difficoltà gli allevatori della Val d’Ossola: «Siamo sempre meno, se molliamo tutti la montagna morirà. Con il ritorno del lupo la situazione si è aggravata: siamo tutti preoccupati, parlando con gli altri alpigiani, i timori che vengono a galla sono gli stessi». Rincara Preioni: «Quella dei lupi è un’emergenza che pare fuori controllo e che sta presentando un conto ormai insostenibile alle nostre comunità, segno che le politiche di convivenza fin qui adottate non bastano». Dopo decenni in cui il lupo sembrava essere destinato all’estinzione, da alcuni anni il predatore ha ripopolato le Alpi, spingendosi sempre più spesso negli areali abitati dall’uomo e attaccando greggi e mandrie.

«Dobbiamo passare a piani di abbattimento selettivo dei lupi, come richiesto a più riprese dagli allevatori e come già avviene nelle valli francesi – insiste Preioni – Come denunciato da coloro che in montagna vivono e portano avanti le proprie attività sugli alpeggi, anche il sistema dei risarcimenti non può essere l’unico ristoro e l’unica soluzione. Dobbiamo innanzitutto difendere le mandrie prima che gli allevatori decidano di gettare la spugna di fronte allo strapotere del lupo: non possiamo permetterci l’irreversibile desertificazione delle terre alte solo perché qualcuno vuole negare la realtà nel nome di un animalismo cieco e talebano». Dichiarazioni destinate a far discutere e a polarizzare ulteriormente le opinioni sulla gestione dell’emergenza.

Cristina Gauri

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