PrimatoNazionale

“Io candidata a sindaco di Roma? Sto valutando”. La Cirinnà ora punta al Campidoglio

Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 3 set – Un incubo che potrebbe diventare realtà. Certo, c’è una concorrenza interna da sbaragliare e una campagna elettorale tutta da giocare, ma Monica Cirinnà ci sta pensando seriamente: proporsi come candidata del Partito democratico alle Comunali di Roma. L’indiscrezione era nell’aria ma ora, in un’intervista rilasciata al Tempo, la senatrice dem è uscita allo scoperto: «Amo la mia città – ha dichiarato – sono stata consigliera comunale per vent’anni. Sto valutando se partecipare alle primarie, che auspico si tengano. Sosterrò chiunque le vincerà. Le primarie servono a dare vita a una coalizione larga che vada oltre i partiti, aperta alle esperienze civiche: si deve sempre passare per il consenso. Vale per Monica, Zevi, Caudo».

La Cirinnà sfida la Raggi

Insomma, la Cirinnà – dopo ben cinque mandati da consigliere comunale dell’Urbe e la «promozione» a senatrice – ora punta al bersaglio grosso: il Campidoglio. Il che vuol dire niente sostegno a Virginia Raggi, ormai sempre più sola e sempre più in difficoltà nel dare un futuro alla sua già disastrosa carriera politica. Del resto Zingaretti, nonostante la corte insistente dell’attuale sindaco, di recente ha tagliato la testa al toro: «Nessun appoggio alla Raggi, che in questi anni è stata il principale problema di Roma». In altre parole, l’asse Pd-M5S va bene solo in Parlamento. Ma nella capitale l’obiettivo è chiaro: riconquistare lo scettro della città e spodestare i pentastellati.

Obiettivo numero uno: sbarazzarsi del M5S

Questo, peraltro, potrebbe escludere un accordo con il M5S anche in un eventuale ballottaggio contro il centrodestra: «Lavoro con i 5Stelle al Senato da tempo – ha proseguito la Cirinnà – avevamo posizioni lontane, c’è stata una loro evoluzione su tanti temi. Su Roma il discorso però è diverso: la crisi della città è sotto gli occhi di tutti, causata dal no perenne, a partire dalle Olimpiadi. Per vincere, non dobbiamo solo sottolineare le grandi mancanze di questa sindaca, ma concentrarci in positivo per recuperare le romane e i romani che, delusi da destra e sinistra, hanno creduto alle promesse dei 5Stelle. È un errore pensare che chi va al ballottaggio si possa accordare con chi ne è rimasto escluso. A Roma c’è un 40 per cento di indecisi e delusi, anche elettori grillini. È a quell’elettorato che dobbiamo parlare, non all’establishment».

Cirinnà arma a doppio taglio

Sia come sia, la possibile candidatura della Cirinnà è un’arma a doppio taglio per il Pd. È un nome certamente «forte», a differenza delle mezze figure che sono state schierate alle ultime tornate elettorali nella capitale. Ma la senatrice è anche una figura molto «radicale», perché la sua agenda e la sua comunicazione tendono inevitabilmente a polarizzare l’elettorato. E questo, per il Pd, potrebbe rappresentare un problema. Di solito alle Comunali si parla di amministrazione, trasporti, degrado ecc., mentre la Cirinnà porta in dote crociate Lgbt, l’attacco alla famiglia e alle definizioni di «madre» e «padre», senza contare le aperture all’utero in affitto. Ecco, un candidato del genere rischierebbe di richiamare alle urne molti elettori del centrodestra, di solito sonnacchiosi quando si tratta delle Amministrative. Ma forse il rischio è calcolato. E molto dipenderà anche dalla scelta del candidato del centrodestra. Anzi, più che il candidato, il centrodestra dovrà far capire se intende davvero correre per vincere o solo per partecipare.

Elena Sempione

Vai sul sito de IlPrimatoNazionale

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close