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Incendi a Lesbo, 12mila immigrati in fuga. E la Germania vorrebbe ricollocarli (anche) in Italia

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Roma, 9 set – Migliaia di immigrati sono fuggiti a gambe levate dal campo di Moria, sull’isola di Lesbo, in seguito a un enorme incendio che ha completamente distrutto gran parte del centro di accoglienza. La struttura in questione ha una capienza massima di 2.800 persone, ma era incredibilmente sovraffollata e ospitava più di 12mila richiedenti asilo. Non solo, nella giornata di ieri il ministro dell’Immigrazione greco aveva comunicato che 35 ospiti del centro erano risultati positivi al coronavirus e l’intero campo di Moria era stato posto in quarantena fino al 15 settembre. Una decisione che avrebbe fatto salire la tensione, a tal punto che stando a quanto inizialmente riferito da alcuni media greci, si è scatenata una rivolta all’interno del centro.

In fuga anche positivi al coronavirus

Non si hanno però certezze sulla natura dell’incendio, per quanto sia stata ventilata l’ipotesi che ad appiccare le fiamme siano stati gli immigrati in rivolta contro le regole di isolamento dovute al Covid. La polizia al momento non conferma, sappiamo soltanto che i vigili del fuoco hanno affermato di aver “incontrato resistenza” da parte di alcuni immigrati. “Almeno 12mila migranti sono su un’autostrada guardati a vista dalla Polizia”, ha detto stamani Stratos Kytelis, sindaco di Mitilene, principale città di Lesbo. “Il fuoco si è diffuso all’interno e all’esterno del campo e lo ha distrutto. È una situazione molto difficile perché tra coloro che sono fuggiti ci saranno persone positive (al coronavirus, ndr)”, ha specificato Kytelis. Il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza per Lesbo che durerà quattro giorni a partire da mercoledì. Sull’isola greca la situazione è dunque drammatica e al momento fuori controllo.

Beffa dietro l’angolo

Nel frattempo il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Mass, ha definito la serie di incendi “un disastro umanitario”, chiedendo ai Paesi dell’Unione europea di aiutare la Grecia a ricollocare gli immigrati in fuga dal centro di accoglienza in fiamme. Se la proposta dovesse essere accolta, anche l’Italia dovrebbe fare la sua parte ospitando gli immigrati. Ora, è senz’altro vero che a Lesbo in questo momento c’è un’emergenza, peccato che appena cinque giorni fa proprio la Germania abbia posto una sorta di veto sui ricollocamenti obbligatori dei clandestini sbarcati in Italia. Un “curioso” paradosso con odor di beffa, perché in pratica gli immigrati arrivati sulle nostre coste non verranno accolti da altre nazioni, mentre noi dovremmo accogliere quelli ospitati in Grecia.

Eugenio Palazzini

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