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Scuola, la figuraccia di Conte con la preside del figlio

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Roma, 13 set – “Dobbiamo vivere questo anno particolare con la consapevolezza che la scuola non è un pericolo o un rischio, la scuola è forse l’ambiente più protetto“. A poche ore dalla riapertura delle scuole, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, ai microfoni di Sky Tg24, cerca di tranquillizzare tutti sul fatto che la ripresa delle lezioni avverrà in sicurezza. Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte però rimedia una figuraccia con la preside della scuola del figlio.

“Febbre? Misurarla è responsabilità dei genitori”

A proposito della polemica scatenata sulla misurazione della temperatura, Miozzo ricorda che “è innanzitutto una responsabilità genitoriale, per diverse ragioni: essere consapevoli dello stato di salute del proprio bimbo, inoltre il bambino esce di casa e prende dei mezzi, quindi se sta male o ha la febbre è un potenziale rischio già nel percorso del viaggio da casa alla scuola”. “Ci siamo posti la questione del termoscanner – fa presente -, non siamo in principio contrari, però innanzitutto è un problema di costi piuttosto considerevoli, poi di gestione: il termoscanner potrebbe creare potenziali code o assembramenti“, sottolinea l’esperto.

“Mascherine arriveranno in tutte le scuole”

Sul fronte delle dotazioni di protezione individuale, visto che molte scuole hanno chiesto ai genitori di farle portare da casa, Miozzo assicura che “le mascherine a scuola saranno disponibili tutti i giorni, sono arrivate nella maggior parte delle scuole. Laddove ci sono stati o ci sono ancora dei problemi di distribuzione l’indicazione è di dire alle mamme di mettere ai ragazzi la mascherina che abitualmente indossano, quella che noi chiamiamo mascherina di comunità. Sono comunque certo che nei prossimi giorni questa distribuzione capillare sarà garantita”. “Il commissario Arcuri lo ha garantito: le mascherine ci saranno per tutto l’anno scolastico – ribadisce -. Siamo forse l’unico Paese d’Europa che è diventato produttore della quantità necessaria di mascherine a livello nazionale. Queste forniture sono garantite per tutto l’anno”.

Quarantena, Cts restio a ridurla

Infine, per quanto riguarda la possibilità di ridurre la quarantena, “la decisione del governo francese ci ha sorpreso e ha sorpreso il mondo scientifico internazionale e l’Europa in particolare – commenta Miozzo -. Noi ci riuniremo martedì per iniziare una discussione che non si concluderà martedì, ma deve essere una discussione che trova un confronto con altri Stati dell’Unione europea, con altri Paesi, con altre esperienze e con la Francia stessa, per capire su quali presupposti scientifici hanno basato la loro decisione. Ad oggi l’Oms dice che il periodo della quarantena deve essere ancora di 14 giorni“. Insomma, a quanto pare il Cts non sembrerebbe ancora orientato a ridurre il periodo di isolamento, con costi sociali ed economici non indifferenti. Costi che andrebbero evitati visti i pochi contagi e i pochissimi ricoveri allo stato attuale.

La figuraccia di Conte con la preside del figlio

Intanto Conte, nel tentativo di tranquillizzare i cittadini, rimedia una figuraccia. Infatti si è detto “tranquillo e fiducioso” per l’inizio delle lezioni in presenza affermando “domani porterò mio figlio a scuola“. Ma la preside dell’istituto in centro a Roma frequentato dal figlio del premier, in una lettera ai genitori, ha descritto una scuola in pezzi, senza banchi e senza insegnanti. “Fosse dipeso da me avrei chiesto di posticipare l’inizio delle lezioni a dopo il referendum, sarebbe stato tutto molto più lineare, ma ormai così non è, quindi…”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. E alla domanda cosa chiederebbe a Conte risponde: “Ora come ora chiederei indicazioni univoche: basta cambiare le regole, come sulla distribuzione delle mascherine, sarà un caos consegnarle all’ingresso a ciascuno, non possiamo ritrovarci ogni mattina con tutto il lavoro da fare daccapo, è la cosa che ci fa perdere più tempo e che ci fa sbandare”, conclude.

Insomma, il premier ha mancato un’altra occasione per tacere.

Adolfo Spezzaferro

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