PrimatoNazionale

Ci mancava la scuola con le vie antirazziste: a Bologna dediche a Floyd e agli immigrati

Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 set – Dante, Petrarca e Leonardo da Vinci? Oppure un tuffo nelle nostre arterie da cui è sorta la cultura classica e via con Aristotele, Platone, Cicerone? Neanche per sogno, non scherziamo signori, la nuova scuola semimovente punta tutto sui buoni sentimenti possibilmente di tendenza antirazzista. Se non ora quando? E se non a Bologna, eletta dagli amministratori progressisti ad epicentro della fuffa politically correct, dove? L’annuncio in pompa magna, ma con toni pacati e non “urlati” ci mancherebbe, arrivò ad inizio settembre: nella nuova scuola in Fiera compariranno strade dedicate a personaggi che non hanno fatto la storia ma segnano il presente della contestazione antirazzista.

Dai migranti a Floyd, le vie dell’antirazzismo

Eccole qua: via George Floyd, via migranti del Mediterraneo, via Breonna Taylor e poi ci mancherebbe, visto mai che qualcuno possa pensare a una politicizzazione smaccata ecco la spruzzata insindacabile: via dei Medici e degli Infermieri. Qualcuno però ha pensato di non gettare nel primo cestino con le rotelle le radici rosse, così eccoti pure via Yuri Gagarin. Dunque gli studenti bolognesi, con l’avvio dell’anno scolastico, attraversano queste simpatiche vie che li portano direttamente in classe. In uno spazio di 10mila metri quadrati pensato per accogliere eventi fieristici di decine di migliaia di visitatori, ma che adesso è stato trasformato in una scuola per circa 1.600 studenti liceali e dell’istituto professionale Sirani. Una mega struttura, una sorta di cittadella pensata ad hoc, costituita da 120 aule aggiuntive permanenti e provvisorie realizzate dalla Città metropolitana di Bologna per rispondere in tempi brevi alle normative governative anti-Coronavirus.

Bologna, scuola

 

Le vie degli studenti

Un progetto di per sé interessante, unico nel suo genere in Italia. Ma chi ha scelto gli strabilianti nomi delle vie sopra menzionate? Il 5 settembre sulle pagine di Repubblica già si riportava che “sono stati gli studenti” a sceglierli. Quasi a mettere le mani avanti per disinnescare eventuali critiche. In fondo a questo punto perché non far scegliere agli studenti anche le materie e i programmi scolastici? Magari, allineandosi al verbo buonista, suggeriranno: storia delle colpe dei bianchi, algebra antirazzista, scienza della trap, inglese per lavapiatti e geografia senza confini sciovinisti. Non penserete che in tal caso saremmo di fronte a un lavaggio del cervello in piena regola? Suvvia, maledetti malpensanti, tutte le vie portano alla destrutturazione sociale.

Eugenio Palazzini

Vai sul sito de IlPrimatoNazionale

Tags

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close