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La Germania riapre gli stadi, capienza fino al 20%. L’Italia seguirà l’esempio tedesco?

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Roma, 17 set – La Bundesliga riparte e riapre le porte degli stadi ai tifosi. La Germania, che già in periodo di lockdown fu tra i primi Paesi europei a far riprendere il campionato di calcio – quando in Italia ancora Spadafora non sapeva che pesci prendere – anche stavolta anticipa tutti. Certo, non si tratta di un’apertura totale, il governo tedesco ha infatti deciso di procedere a piccoli passi. Da domani, a partire dalla sfida serale tra i campioni di Germania del Bayern Monaco e lo Shalke 04 che apre la Bundesliga 2020/21, 7.500 persone potranno di nuovo salire sugli spalti. Gli impianti non dovranno essere riempiti oltre il 20% della capienza, per un test che durerà sei settimane. Insomma ad ottobre il governo valuterà nuovamente, per capire l’impatto epidemiologico della riapertura.

Esperimenti tedeschi

Non si tratta però di una novità assoluta per quanto riguarda il calcio tedesco, visto che alcuni Lander nei mesi scorsi avevano deciso in autonomia di permettere al pubblico di tornare allo stadio per alcune partite della Coppa di Germania. Ad esempio durante Hansta Rostock-Stoccarda salirono sugli spalti 7.500 tifosi, in alcuni settori senza alcun distanziamento. Mentre per Werder Brema-Hertha Berlino e per Lipsia-Mainz entrarono allo stadio 8.500 persone, per Eintracht Francoforte-Arminia Bielefeld 6.500 e per Union Berlino-Augusta 5mila. L’aumento dei contagi in Germania si è verificato nelle ultime settimane come in altre nazioni europee, Italia compresa, dove però gli stadi sono rimasti chiusi e lo resteranno anche con l’inizio della massima serie del campionato di calcio.

Italia ferma al palo

Ma l’esempio tedesco verrà seguito dall’Italia? Al momento non è dato sapere, perché il ministro Spadafora continua a prendere tempo. “Dobbiamo vedere cosa accade tra un paio di settimane, soprattutto quali saranno i dati dei contagi dopo la riapertura delle scuole. Soltanto dopo questo passaggio potremo aprire una riflessione seria. Vediamo cosa succede con le scuole e poi parleremo con il CTS e la Lega Serie A”. E’ quanto dichiarato tre giorni fa dal ministro dello Sport, che ha quindi rimandato tutto ad ottobre.

Alessandro Della Guglia

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