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Bielorussia, il parlamento Ue non riconoscerà più Lukashenko. Ma soltanto dal 5 novembre

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Roma, 17 set – La patente da accettabile democratico? Bussate alla porta dell’Ue, qualche gentile funzionario saprà forse fornirvi indicazioni sull’apposito corso da seguire. Intanto il Parlamento europeo ha deciso di non concederla al presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, nei confronti del quale ha deciso pure di chiedere sanzioni. Il solito vizietto, si rifiutano i risultati elettorali sgraditi e si lanciano inutili (spesso controproducenti, a dirla tutta) embarghi. Ora, che Lukashenko non sia un campione dei diritti civili e politici non è un segreto dal 1994, ovvero da quando è al potere. Curiosamente però, l’ineffabile Unione europea si scaglia soltanto adesso contro il leader bielorusso, dopo una serie di manifestazioni di piazza contro di lui svoltesi in particolare nella capitale Minsk.

La risoluzione contro Lukashenko

Con una risoluzione adottata nella giornata di oggi, con 574 voti a favore, 37 no e 82 astensioni, il Parlamento europeo ha infatti rifiutato i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali tenutesi in Bielorussia il 9 agosto scorso. Questo perché si sono svolte “in flagrante violazione di tutti gli standard riconosciuti a livello internazionale”. Una netta presa di posizione, che arriva dopo le dichiarazioni di Ursula von der Leyen, che ieri nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione aveva specificato che “l’Ue sta con il popolo della Bielorussia”, i cui cittadini “devono essere liberi di decidere sul loro futuro da soli” poiché “non sono pedine sulla scacchiera di qualcun altro”.

25 anni dopo…

Già, non lo dovrebbero essere proprio di nessuno. Sta di fatto che oggi l’Ue ha deciso di non riconoscere più Lukashenko come presidente della Bielorussia “una volta che il suo mandato corrente sarà giunto al termine”, esattamente il 5 novembre. In pratica il Parlamento europeo ci sta dicendo che le ultime elezioni presidenziali in Bielorussia non sono state regolari, mentre le precedenti possiamo definirle del tutto accettabili. Altrimenti perché non disconoscere da subito Lukashenko? Chissà, in ogni caso il Parlamento europeo ha chiesto oggi anche “nuove elezioni il prima possibile”, che siano però condotte sotto “la supervisione internazionale”.

Eugenio Palazzini

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