PrimatoNazionale

Bassetti: “Nuovo lockdown? Anacronistico, l’Italia non è in pericolo. Vi spiego perché”

Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 19 set – Un nuovo lockdown in Italia? Arrivare anche solo a pensarlo lontanamente “è anacronistico”. Semmai “valutiamo caso per caso”, e comunque “non lo chiamerei così ma rinforzo delle misure di contenimento”. E’ quanto dichiarato oggi da Matteo Bassetti all’Adnkronos. Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova smonta ancora una volta gli allarmismi dei catastrofisti, che negli ultimi giorni sono tornati ad evocare un’altra chiusura totale per via dell’aumento dei contagi. Secondo Bassetti invece il lockdown “di marzo-aprile non avverrà mai più”, perché “oggi l’Italia non è in pericolo”.

Nessun allarme

L’infettivologo traccia poi un quadro della situazione attuale, per spiegare come mai a suo avviso non dobbiamo temere scenari drammatici. Al momento vi sono “200 persone in terapia intensiva su 50mila casi”, questo significa “0,5% del totale di pazienti che hanno una malattia leggermente più grave”. L’inverno insomma sta arrivando, ma stando alla metafora cinematografica non è affatto quello temibile del Trono di Spade. “Alcune Regioni, al Sud, mi dicono che hanno problemi. Forse perché nei mesi di calo dei casi invece di fare le ‘formiche’ hanno fatto le ‘cicale’, pochi casi non posso mettere in difficoltà un reparto di terapia intensiva”, dice Bassetti.

Adesso quindi “occorre tamponare chi ne ha bisogno, se ci sono realtà dove scoppiano focolai si può intervenire con inasprimento delle misure di controllo e di contenimento. Ma non guardiamo al lockdown deciso in Israele, è una situazione completamente diversa dalla nostra”. D’altronde, fa notare l’infettivologo, “anche in Francia e in Inghilterra stanno inasprendo le misure di contenimento ma non chiudono nulla”. Dunque “minacciare chiusure domani non fa ottenere nulla”, piuttosto “occorre spiegare alle persone cosa fare”. Ovvero “dobbiamo far sì che tutti si convincano della bontà delle misure che proponiamo, dialogare di più e imporre di meno”. L’esatto contrario di quanto sta facendo il governo e di quanto evocato dagli strilloni del catastrofismo.

Alessandro Della Guglia

Vai sul sito de IlPrimatoNazionale

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button