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Caso Suarez, cosa rischia davvero la Juventus? Da una semplice ammenda alla Serie B

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Roma, 25 set – Il caso Suarez sta assumendo contorni sempre più ingarbugliati. Ieri alcuni giornali hanno riportato la notizia che il nome di Fabio Paratici sarebbe emerso in alcune intercettazioni. “La richiesta di risolvere il problema dell’esame di italiano del calciatore Luis Suarez sarebbe arrivata direttamente dal direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici”, riportano ad esempio alcuni quotidiani citando le telefonate intercettate dalla Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone. Dalla Juventus hanno però escluso che qualche dirigente del club possa aver contattato uno degli indagati. In ogni caso stamani lo storico avvocato della Juventus, Luigi Chiappero e la collega Maria Turco insieme a un’altra donna, verosimilmente una assistente, sono entrati in procura a Perugia perché convocati come persone informate sui fatti. Maria Turco è il legale che ha seguito la pratica con il rettore dell’università umbra Maurizio Oliviero, indagato.

“Che male c’è?”

Mentre Chiappero avrebbe assistito a una delle telefonate tra la collega e Oliviero. Quest’ultimo è stato definito “il mediatore” tra la Juventus e l’Università di Perugia. Ieri alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Non ho fatto nulla di male ma io devo rendere conto ai miei studenti. Ora, quando mi guarderanno, che penseranno? Nella mia anima questo resterà tutta la vita”. Oliviero conferma comunque di aver parlato con un dirigente della Juve, Federico Cherubini, nonostante non faccia direttamente il suo nome: “Un mio conoscente nello staff della Juve a fine agosto-inizio settembre mi chiama e dice: ‘Maurizio, vorrei chiederti un’informazione per un esame ma non è per noi’. Ho spiegato che non eravamo noi l’ateneo da contattare ma l’Università per Stranieri. Ora per questo semplice passaggio vengo definito mediatore, che può voler dire tutto. Me l’avessero chiesto, lo avrei detto: ‘Certo, li ho messi in contatto. Lo sanno tutti. Che male c’è?‘”. Semplice “passaggio”? Questo chiaramente spetterà ai giudici stabilirlo, sta di fatto però che il club di Torino adesso rischia e non poco.

La procura di Perugia, una volta acquisite tutte le carte e sentite le persone informate sui fatti, valuterà i documenti. Vanno però distinti gli ambiti: quello penale da quello sportivo. L’eventuale responsabilità penale è infatti personale, dunque ne risponderebbero soltanto i diretti interessati. Ma nel caso di assoluzione a livello penale non si può escludere una condanna in ambito sportivo e viceversa. Dunque per quanto riguarda la Juventus va tenuto di conto l’ordinamento sportivo, nel quale c’è una norma di riferimento: l’art. 32 comma 7 del Codice di Giustizia Sportiva. Citiamo testualmente l’articolo in questione, perché è essenziale per comprendere appunto i rischi che corre il club bianconero: “La violazione delle norme federali in materia di tesseramenti, compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza, costituisce illecito disciplinare. Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all’art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9. Alle stesse sanzioni soggiacciono le società, i dirigenti e i tesserati qualora alle competizioni sportive partecipino calciatori sotto falso nome o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte”.

Cosa rischia la Juve

Le sanzioni previste dal suddetto articolo sono decisamente pesanti: si va da una mera ammenda, all’esclusione dal campionato di Serie A. Non è però certo che si entri automaticamente nel campo dell’art. 32, almeno non totalmente. Se venisse contestata soltanto la mancata lealtà, il tutto per la Juve finirebbe con una semplice ammenda. Parliamo però di ipotesi, perché gli illeciti sono ancora da dimostrare. Nel frattempo la Juventus non pare troppo turbata. Il club di Torino ritiene semplicemente di aver chiesto informazioni all’ateneo di Perugia, ma il caso Suarez non esisterebbe poiché poi sono stati cambiati gli obiettivi di mercato e il giocatore uruguaiano non è mai diventato un calciatore della Juventus. La giustizia sportiva dovrà però valutare l’eventuale comportamento di Fabio Paratici e del suo braccio destro Cherubini. Insomma al momento non ci sono certezze e dietro l’angolo non sembra realmente esserci una batosta per la Juventus, l’ipotesi retrocessione in Serie B resta dunque remota. Ma ci sono ancora troppi punti della vicenda da chiarire.

Alessandro Della Guglia

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