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Positivi Genoa, e adesso cosa succede? Il campionato è davvero a rischio?

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Roma, 29 set – Le notizie che arrivano da Genova stanno scuotendo il mondo del calcio italiano. Ieri, infatti, sono risultati positivi al Covid ben 12 tesserati del Genoa, che si vanno a sommare a Perin e Schöne, già in quarantena, per un totale di 14. Più in particolare si tratta di 8 giocatori e 4 membri dello staff. Solo uno di loro – un membro della staff – presenta i sintomi della malattia, mentre gli altri sono tutti asintomatici. In ogni caso, nessuno dei positivi è stato finora ospedalizzato. Attualmente sono sospese tutte le attività sportive e proseguono i tamponi su tutti quei soggetti che sono stati a contatto della squadra negli ultimi giorni. Naturalmente, c’è anche grande preoccupazione per i calciatori del Napoli, che domenica hanno affrontato il Genoa in campionato.

Basterà il rinvio di Genoa-Torino?

Per ora la società del Grifone non ha ancora chiesto formalmente il rinvio della gara Genoa-Torino, valida per la terza giornata di Serie A e in programma sabato 3 ottobre. Si attende quindi che la Lega si pronunci nelle prossime ore sul da farsi, una volta sentite anche le autorità genovesi e gli esperti. In ogni caso, per adesso il rinvio della partita sembra l’ipotesi più probabile, sebbene possa costituire un pericoloso precedente: il calendario di serie A, che deve chiudersi tassativamente entro il 23 maggio per lasciare spazio agli Europei, è infatti già compresso, e ulteriori rinvii potrebbero causare non pochi problemi.  

Gli scenari

Il punto è che, anche stavolta, il calcio italiano si è fatto trovare impreparato: in effetti, non esiste un preciso protocollo in caso di contagi diffusi tra i calciatori. Finora si è deciso di lasciare a casa i pochi positivi: Perin e Schöne del Genoa, ma anche il centravanti del Milan Zlatan Ibrahimovic. Come spiega la Gazzetta dello Sport, la Fifa e la Uefa hanno lasciato massima libertà alle varie leghe, ponendo come unica condizione che ci siano almeno 13 calciatori negativi per squadra in grado di disputare una partita. Nella Premier League inglese, ad esempio, è richiesto un minimo di 14 giocatori disponibili tra professionisti e giovanili. Se una società si rifiuta di giocare, la penalità può essere una multa o la detrazione di punti in classifica. Nella Liga spagnola, una squadra deve presentare almeno 13 giocatori, 5 dei quali della prima squadra. Se questo requisito non viene soddisfatto, si può chiedere un rinvio entro e non oltre la 30esima giornata, altrimenti arriva la sconfitta a tavolino per 3-0. Nella Bundesliga tedesca, la decisione non è affidata alla federazione calcistica ma alle autorità locali dei vari Länder. Se anche l’Italia applicasse un regolamento simile, è chiaro che il campionato sarebbe di fatto «falsato». Ma del resto, si sa, è questo il calcio ai tempi del Covid. E comunque sarebbe una prospettiva molto migliore del blocco del campionato. Ipotesi per ora ancora remota, certo, ma tutt’altro da escludere.

Gabriele Costa

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