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Twitter censura Orban: sospeso l’account del governo ungherese

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Roma, 30 set – Il profilo Twitter del governo ungherese è stato sospeso dal social network. La mannaia della censura ha colpito dunque anche l’esecutivo di Viktor Orban, arcinemico dei politicamente corretti di tutto il mondo uniti. Twitter non ha motivato in alcun modo la sua decisione, almeno al momento. L’ha presa e basta, oscurando così il profilo dell’esecutivo di uno Stato sovrano. Un’azione che la dice lunga sullo strapotere delle multinazionali social e sulle loro valutazioni politiche. Nessuna spiegazione ufficiale della sospensione dunque, avvenuta “senza preavviso”, come fatto sapere dal portavoce del governo di Budapest, Zoltan Kovacs. “A quanto pare siamo in un mondo in cui i giganti della tecnologia mettono a tacere chi ha opinioni differenti. Noi abbiamo preso le misure necessarie e aspettiamo una spiegazione ufficiale da Twitter”, ha detto Kovacs, politico tra l’altro molto vicino al premier magiaro Orban.

“Zittiscono chi ha opinioni diverse”

“Ciò è estremamente interessante alla luce del fatto che la Commissione europea pubblicherà oggi il suo primo rapporto sullo stato di diritto. Sembra che il bel nuovo mondo sia infine arrivato, dove i giganti della tecnologia zittiscono chi ha opinioni diverse”, ha tuonato il portavoce del governo ungherese. Guarda caso infatti, Twitter ha preso questa decisione proprio adesso che a Bruxelles il commissario europeo per Media e Diritti Umani, Vera Jourova, ha tirato fuori un rapporto sullo Stato di diritto nell’Ue durissimo proprio con l’Ungheria. E sempre Jourova non aveva esitato a definire l’Ungheria di Orban una “democrazia malata”. In ogni caso, sembra che il profilo del governo ungherese, dopo la sospensione sia stato riattivato da Twitter. “Questo account è stato sospeso senza avvertimento o spiegazione. Ora sembra essere stato riattivato, di nuovo senza spiegazione”.

Nel frattempo comunque, i soliti media correct non hanno esitato a manifestare un certo giubilo per il provvedimento del social. Ah, quanto piace la censura ai bardi del monopensiero. Gli stessi che si accalorano invocando il rispetto dei diritti umani, gli stessi che sgomitano per essere in prima fila nella denuncia della mancanza di democrazia in qualsivoglia altrove del mondo, quando viene messo a tacere il nemico politico stappano lo spumante. Che strano comportamento bipolare.

Eugenio Palazzini

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