PrimatoNazionale

Juve-Napoli non si gioca: scontro totale De Laurentiis-Lega Calcio. Campionato a rischio

Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 5 ott – In un clima surreale, Juventus-Napoli finisce con un annunciato 3-0 a tavolino perché la squadra partenopea non si è presentata a Torino per via di due giocatori positivi al coronavirus. La partita clou della terza giornata di Serie A non si gioca per via delle regole tutt’altro che chiare anti-Covid. A quanto pare, infatti, il Napoli ha avuto l’ordine di non partire impartito dalla Asl. Chi ha ragione? La Juve a scendere in campo o il Napoli a non presentarsi? L’episodio mostra tutte le contraddizioni di questo strano campionato ai tempi del coronavirus.

Il Cts dà ragione alla Asl di Napoli

Questi i fatti. La squadra di Gattuso ha dato seguito allo stop imposto dalla Asl partenopea dopo i due giocatori risultati positivi (Zielinski ed Elmas). Pertanto non è partita per la trasferta a Torino, scatenando una battaglia con la Lega Calcio e uno scontro che chiama in causa tutti, governo giallofucsia compreso. Quello che salta agli occhi è che non è chiaro chi deve decidere cosa. Dal canto suo, il Comitato tecnico scientifico di certo non aiuta, anzi, dà implicitamente ragione alla Asl, visto che ci tiene a precisare che “il Cts richiama gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio dal virus e ribadisce la responsabilità dell’Asl competente e, per quanto di competenza, del medico sociale per i calciatori e del medico competente per gli altri lavoratori”. In sostanza, le autorità sanitarie di Napoli avrebbero fatto la cosa giusta.

I ministri Speranza e Spadafora: “Priorità è la salute”

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute Roberto Speranza tagliando corto: “E’ già deciso che non si gioca, ma parliamo troppo di calcio: pensiamo di più alla scuola. La priorità è la salute“, fa presente, sottolineando che in questo momento di ripresa dei contagi “se dobbiamo rischiare facciamolo per gli studenti, non per gli stadi”. “Bisogna fare prevalere l’interesse superiore della salute su qualsiasi altra logica o interesse di parte“, è l’intervento del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che peraltro intende incontrare Figc e Lega con l’auspicio di rimettere un po’ d’ordine “e per ribadire l’impegno del governo a tutela del mondo dello sport, ma senza fingere di non vedere che siamo ancora in una situazione che non ci consente deroghe e sottovalutazioni. Spetta ora agli organismi sportivi decidere sugli aspetti specifici del campionato, anche su eventuali ricorsi futuri”, avverte Spadafora.

La Lega Calcio non può permettersi di far saltare il calendario

Il punto è che la Lega Calcio non ha rinviato il match, in virtù del protocollo vigente in caso di giocatori positivi. Pertanto la Juve è scesa in campo e dopo 45 minuti, come da regolamento, l’arbitro ha dichiarato la partita conclusa. Questo comporterà l’inevitabile 3-0 a tavolino. In realtà, finora, in base ai protocolli firmati con la Federcalcio in caso di giocatori positivi le partite sono state comunque disputate. Anche perché un eventuale rinvio sarebbe stato un precedente che avrebbe mandato all’aria il calendario della Serie A, visti gli incastri con le coppe europee, la coppa nazionale e gli Europei dell’anno prossimo.

Lo scontro De Laurentiis-Agnelli

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ieri aveva chiesto esplicitamente al presidente della Juve Andrea Agnelli di rinviare la partita. “Ci siamo mandati un messaggio, io gli ho risposto che la Juventus come sempre si attiene ai regolamenti”, ha raccontato Agnelli a SkySport. “Ci sono delle norme, come in ogni industria, e ci atteniamo a quelle. Ci sono dei regolamenti e se non ci atteniamo ai regolamenti commettiamo errori da cittadini, prima che da sportivi“, ha detto giustificando il suo rifiuto a rimandare il match. Dal canto suo,  il patron del Napoli ha parlato di “evidenze, chiare e non interpretabili” nel comunicato della Asl che imponeva di non partire per non allargare i contagi. Insomma, un’autorità sanitaria locale ha imposto un divieto non in linea con le circolari del ministero della Salute. Divieto osservato in base a quello che tanti considerano una sorta di patto De Laurentiis-De Luca, il governatore campano noto per quanto sia rigido sul fronte delle norme anti-contagio.

Patto De Laurentiis-De Luca?

Non a caso, infatti, De Laurentiis ha fatto presente che l’Asl Napoli Centro aveva confermato “la totale condivisione con quanto riferito dal gabinetto del presidente della Giunta Regionale Campania secondo cui i soggetti destinatari della nota Asl di data odierna sono tenuti a non allontanarsi dal domicilio”. Ora, dopo la sconfitta a tavolino, è ovvio che il Napoli farà ricorso al tribunale sportivo se non addirittura al Tar.

Adolfo Spezzaferro

Vai sul sito de IlPrimatoNazionale

Articoli Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button