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Mascherina all’aperto obbligatoria già domani. Ecco il piano di Conte

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Roma, 7 ott – Le nuove misure anti-coronavirus e relative restrizioni per i cittadini in vigore già da domani – è questo l’intento del governo giallofucsia -, a partire dall’obbligo della mascherina anche all’aperto (misura fortemente criticata da medici ed esperti non allineati con l’esecutivo). Manca solo la forma, ossia come il premier Giuseppe Conte intenda varare i provvedimenti, compresa la tanto discussa proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021. Sì, perché dopo le numerose critiche sull’ennesimo Dpcm senza passare per il Parlamento e alla luce della battaglia annunciata dalle regioni in caso di restrizioni troppo rigide, il governo giallofucsia sta ipotizzando una supercazzola per varare comunque le misure senza che passi il messaggio del nuovo decreto deciso in solitaria dal premier. Il tutto anche per correre ai ripari dopo la figuraccia in Aula, con il numero legale mancato due volte proprio sulla risoluzione di maggioranza per le nuove misure anti-coronavirus.

Le due supercazzole giallofucsia

Il punto è che il Dpcm in vigore scade il 15 ottobre. Allo studio quindi ci sono due escamotage: varare un decreto-cornice, che include la proroga dello stato di emergenza e il conseguente Dpcm, oppure ricorrere a un Dpcm-ponte che arrivi al 15, termine di scadenza dell’attuale stato di emergenza. Tutto dipende dal voto alla Camera sulla risoluzione di maggioranza, slittato alle 10 di oggi, che potrebbe permettere al governo di varare il decreto e il Dpcm entro domani.

Le nuove restrizioni

Nello specifico, tra le misure previste: la mascherina deve essere portata sempre con sé. Deve essere sempre indossata all’aperto, a meno che non si stia in un luogo isolato oppure si faccia attività sportiva. Ma – ecco la consueta confusione nella norma – si può non indossare in presenza di congiunti all’aperto e in assenza di estranei nelle vicinanze. Inoltre si amplia la lista dei Paesi per cui sarà obbligatorio fare il tampone quando si rientra in Italia: Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Croazia e Repubblica Ceca, come già accade per Malta, Spagna e alcune aree della Francia, Parigi compresa. Il governo inoltre intende prorogare il divieto di assembramento. Rimane confermata la regola per l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi: si deve tenere quando si entra nei negozi e in tutti gli altri luoghi aperti al pubblico, al ristorante quando ci si allontana dal tavolo. Si deve tenere sui mezzi pubblici, in treno e in aereo. Non si deve invece tenere se si va in macchina o in moto con i congiunti. Non è obbligatoria quando si va in bicicletta. Chi non rispetta le prescrizioni rischia una multa da 400 fino a 3 mila euro. Confermata inoltre la possibilità per le Regioni di adottare misure anti-coronavirus più restrittive (ma non più morbide, punto questo che potrebbe scatenare una nuova battaglia Stato-Regioni) di quelle disposte dal governo centrale.

Regioni sul piede di guerra per il divieto di allentare le misure anti-coronavirus

La gestione di questa nuova emergenza coronavirus (in assenza di una reale emergenza, visto il numero di positivi sintomatici e di ricoveri) mette ancora una volta a rischio i rapporti tra Palazzo Chigi e amministrazioni locali, che hanno il divieto di allentare le misure del governo. “C’è la limitazione per legge della facoltà ordinativa ampliativa delle Regioni, ovvero quello che avevamo chiesto al governo di non fare – si lamenta il governatore ligure Giovanni Toti – non perché abbiamo intenzione di fare uso sconsiderato del nostro potere di ordinanza ma perché riteniamo che in questa situazione, che è di preoccupazione ma non di emergenza grave, la limitazione del potere di ordinanza ampliativo delle Regioni rispetto alle iniziative del governo vada a turbare il leale equilibrio istituzionale che è dovuto tra Regioni e governo centrale”. Sulla stessa linea anche il governatore veneto Luca Zaia che rivendica autonomia nella gestione della sua regione e avverte Conte di “non far passare l’Italia per lazzaretto”. Il nostro è un Paese sicuro, fa presente Zaia ed è questo il messaggio che va ribadito.

Adolfo Spezzaferro

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