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“Accogliamo tutti, i migranti ci pagano le pensioni”. Addio Decreti sicurezza, la Parietti esulta

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Roma, 6 ott – Scrosciano gli applausi dell’establishment per l’abolizione dei decreti sicurezza di Salvini. Festa grande per l’eliminazione della stretta sulle Ong, il ritorno dei respingimenti all’acqua di rose e l’allungamento dei tempi di permanenza dei richiedenti asilo all’interno dei centri di prima accoglienza, misure che alimenteranno il traffico di clandestini e il business dell’accoglienza. E non poteva certo non festeggiare l’ex soubrette Alba Parietti, rappresentante dello zoccolo duro dell’antisalvinismo da talk show. Vanta una grande cultura, lei, la invoca continuamente, la cultura, a tal punto da sostenere che «chi non ha adeguata istruzione per me non dovrebbe votare», salvo poi sostenere le proprie tesi unicamente con il passepartout «mio padre ha fatto la resistenza».

Alla luce di tanta competenza politica l’ex showgirl ha quindi commentato positivamente la mossa del governo Conte ai microfoni di AdnKronos: dice di non aver «letto nei dettagli il decreto ma posso dire che il primo dovere di un buon cristiano è quello dell’accoglienza». Anche teologa! C’è qualcosa di cui non è edotta la Parietti? «Soddisfatta quando la vita vince sull’ignoranza, che serve solo a creare odio, una delle piaghe della nostra società. Queste persone hanno bisogno di aiuto, nessuno attraversa il mare per voler delinquere, cercano solo una vita migliore». Anche Oseghale e Kabobo, anche le migliaia di immigrati che delinquono nel nostro Paese cercano solo una vita migliore? Certo, perché la radice dei loro problemi secondo la Parietti risiede unicamente nell’odio.

«Io non giro con il rosario ma ho rispetto nell’essere umano. Credo nella vita, nella compassione. Se riuscissimo a farli arrivare e poi smistarli anche in altri Paesi – e qui si evince che la Parietti, decisamente, il testo del decreto non lo ha letto – potrebbero lavorare, imparare una lingua, fare un mestiere che magari nessuno vuole fare. Io credo che chi sosterrà nei prossimi anni le nostre spese, chi pagherà le nostre pensioni, saranno anche loro». Un mestiere che nessuno vuole fare. Come raccogliere pomodori per due euro al giorno sfruttati dal caporalato o da qualche startup smart-eco-radical-chic-umanitaria? E a chi sostiene che il lavoro manchi anche per gli italiani, Parietti propone la sua ricetta: «Abbiamo visto col reddito di cittadinanza troppa gente ha approfittato della situazione e non ha cercato lavoro. Lei mi cerchi tra gli italiani chi vuole lavorare sotto il sole, con lavori di fatica, pagato due euro l’ora. Quel tipo di lavoro c’è, lo garantisco», conclude. Certo: peccato che gli italiani non ci stanno a essere trattati come schiavi.

Cristina Gauri

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