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Russiagate, Trump incastra i democratici: “La Clinton orchestrò un piano contro di lui”

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Roma, 7 ott – Ricordate il Russiagate? Un presunto scandalo che due anni fa rischiò di travolgere Donald Trump. I democratici americani accusarono poi il presidente degli Stati Uniti di abuso di potere e ostruzione del congresso, provando a giocarsi la carta dell’impeachment. Peccato che adesso l’inchiesta sui presunti legami (mai realmente provati) fra Trump e Putin, potrebbe diventare una brutta tegola per i dem. Il numero uno dell’intelligence Usa, John Ratcliffe, Director of National Intelligence (Dni), ha infatti declassificato un memo inviato nel 2016 dalla Cia a James Comey, allora direttore dell’Fbi. Ebbene, dai documenti si evincerebbe che Hillary Clinton, candidata alla presidenza Usa, avrebbe orchestrato un piano per collegare la campagna dello sfidante Trump all’hackeraggio del Democratic National Committe. In pratica la Clinton avrebbe tramato per collegare l’allora candidato repubblicano alla Russia e lo avrebbe fatto “per distrarre il pubblico” dallo scandalo Emailgate.

Accuse ribaltate

“Ho autorizzato completamente la declassificazione totale di tutti i documenti relativi al singolo più grande crimine politico nella storia americana, la bufala russa. Allo stesso modo, lo scandalo e-mail di Hillary Clinton”, ha scritto Trump su Twitter. E a ben vedere questa declassificazione può rivelarsi un notevole punto a favore per il presidente Usa nel bel mezzo della campagna elettorale. Perché di fatto, se quanto emerso dovesse essere confermato, Trump avrebbe incastrato non solo la Clinton ma in generale tutti i democratici che lo hanno accusato per quasi tre anni. Ne avrebbe insomma ribaltato completamente la narrazione.

Il “complotto” contro Trump

Tra i documenti desecretati vi sono oltretutto alcune note scritte dall’allora direttore della Cia, John Brennan. Da queste si evince che Brennan e i servizi americani avevano saputo mesi prima delle elezioni del 2016 che le accuse di collusione non erano altro che il risultato un’operazione orchestrata dalla campagna di Hillary Clinton. Le note in questione descrivono poi una “presunta approvazione da parte di Hillary Clinton il 26 luglio (del 2016, ndr) di una proposta avanzata da un suo consigliere di politica estera per diffamare Donald Trump, alimentando uno scandalo riguardo alle interferenze dei servizi di sicurezza russi“. Certo, non si può dire che questa vicenda sia già conclusa, con tutta probabilità difatti usciranno altri documenti a riguardo e possiamo aspettarci ulteriori colpi di scena. Adesso però sembra prendere la tesi di Trump, che da tempo parla di un incredibile “complotto” ai suoi danni messo in piedi dai democratici.

Eugenio Palazzini

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