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Padre Maccalli e Nicola Chiacchio liberati in Mali. Erano stati rapiti da jihadisti nel 2018

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Roma, 9 ott – Sono stati liberati in Mali il sacerdote Pier Luigi Maccalli, sequestrato in Niger nel 2018, e Nicola Chiacchio, forse rapito durante una vacanza. Padre Maccalli, della diocesi di Crema, fu rapito il 17 settembre del 2018 in Niger, in una missione a circa 150 chilometri dalla capitale Niamey. I due connazionali stanno rientrando in Italia, dovrebbero arrivare domani pomeriggio. La liberazione è frutto della trattativa per la liberazione in Mali degli ostaggi occidentali rapiti negli ultimi anni nell’ampia regione del Sahel da parte dei gruppi jihadisti legati ad al Qaida.

Conte ringrazia l’Aise per il successo dell’operazione

“Padre Pierluigi Maccalli e Nicola Chiacchio, rapiti in Africa tra il 2018 e il 2019, sono liberi e stanno rientrando in Italia! Grazie al nostro comparto di intelligence, in particolare all’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna, ndr), e alla Farnesina per questo risultato“, è l’annuncio su Twitter del premier Giuseppe Conte. “Una bella notizia: padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio sono finalmente liberi e stanno bene. Erano stati rapiti da un gruppo jihadista. Grazie alla nostra intelligence, in particolare all’Aise, e a tutti coloro che hanno lavorato per riportarli a casa”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Lo scambio di prigionieri

Ad aprile il quotidiano della Cei Avvenire aveva pubblicato un video in cui appariva il sacerdote lombardo prigioniero insieme a Chiacchio, del quale si erano si erano perse le tracce. L’identità dei due italiani liberati è stata confermata da un portavoce del governo maliano. L’annuncio arriva dopo che il governo ad interim del Mali ha rilasciato 100 terroristi jihadisti – sospettati o condannati – nel corso dell’ultimo fine settimana in quello che appare in tutto e per tutto uno scambio di prigionieri, come peraltro confermato da una fonte anonima che avrebbe riferito della contropartita alla France Presse.

Liberati anche una francese e un ex ministro maliano

Insieme ai due italiani, sono stati liberati anche l’ostaggio francese Sophie Petronin e Soumalia Cissé, ex ministro delle Finanze maliano nelle mani dei jihadisti. La Petronin, 75 anni, era l’ultimo cittadino francese in mano a rapitori: era stata sequestrata il 24 dicembre 2016 da un gruppo armato a Gao, nel nord del Mali, dove dirigeva un’organizzazione di aiuto all’infanzia. Soumalia Cissé era stato rapito il 25 marzo mentre faceva campagna elettorale per le legislative nella regione di Timbuctu, nel nord-ovest del Paese. Tutti gli ostaggi erano nelle mani dell’Aqmi, gruppo jihadista legato ad al Qaida nel Maghreb islamico.

Ludovica Colli

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