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Spunta lo striscione alla mostra “degenere” di Cremona: “Bella idea del ca**o!”

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Cremona, 8 ott – Non si placano le polemiche per la mostra Affiche che quest’anno ospita le creazioni dell’illustratrice Nicoletta Ceccoli usando gli spazi delle affissioni pubbliche in città. Quaranta opere in stile pop-surrealista decisamente simili a quelle dell’artista americano Mark Ryden, che ritraggono bimbe e ragazzine inserite in un contesto che richiama alla sessualità: trenini giocattolo tenuti in mezzo alle gambe, bimbe ritratte in pose dominatrici che tengono a guinzaglio un pinocchio, strani personaggi con facce da teschio che offrono caramelle a bambine. Opere che potrebbero al massimo stare bene in un catalogo o una mostra al chiuso, sicuramente non in spazi pubblici alla vista di chiunque sia di passaggio – anche dei bambini, decisamente privi degli strumenti e della maturità per interpretare le illustrazioni.

Lo striscione

Ebbene la scorsa notte il nucleo dell’associazione Stoccafisso Cremona ha affisso uno striscione sopra una delle illustrazioni: «Arte degenerata approvata a palazzo. Bella idea del ca**o!» per protestare contro il clamoroso passo falso della giunta Galimberti in ambito culturale. «La giunta Galimberti deve avere qualche problema coi bambini – scrive lo Stoccafisso in una lettera aperta al quotidiano online Cremonaoggi –  a Febbraio un volantino realizzato in collaborazione con l’amministrazione Comunale invitava a “non fare figli” come efficace strumento per combattere il cambiamento climatico, oggi riesce a fare di peggio», ricorda l’associazione.

Arte fuori contesto

«E’ difficile commentare la povertà della scelta comunale» riguardo la mostra incriminata, attaccano i ragazzi dello Stoccafisso. «Da un lato riprendere uno stile che esiste da più di venti anni – l’interpretazione di Mark Ryden del Pop surrealism – e pensare di aver fatto qualcosa di originale; dall’altro gettare queste immagini nella quotidianità cremonese, dove sono evidentemente fuori contesto, e fingere che la cosa abbia un senso: perché mai una madre attraversando la città dovrebbe vedere e trovare interessante la raffigurazione di una bambina vestita da dominatrice che frusta Pinocchio o una che viene insidiata da uno “sconosciuto che le offre caramelle”?», è la legittima domanda degli autori dello striscione.

«Abbiamo pertanto deciso di usare uno striscione dallo slogan provocatorio per prendere in giro la schizofrenia e la morbosità dell’amministrazione cittadina». Sicuramente non per bigottismo, perché, specificano, «non siamo bacchettoni, lo sanno tutti, ma con certe allusioni non è lecito scherzare. In questo mondo dove i cattocomunisti buonisti non hanno più censura, dobbiamo sentirci obbligati a porre un freno per preservare, almeno, la decenza». La missiva si conclude puntando il dito contro la Giunta che, ignorando il parere contrario della Commissione cultura, «e del Consiglio Comunale ha deciso comunque di realizzarla, dando prova della solita sensibilità democratica tipica della sinistra al potere».

Cristina Gauri

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