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Boccia-choc: “Chiusura delle regioni? Non possiamo escludere nulla”

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Roma, 9 ott – Ci risiamo: il governo giallofucsia fa terrorismo psicologico evocando lo spettro del lockdown. Stavolta è il ministro per gli Affari Regionali, il dem Francesco Boccia a fare allarmismo: “Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento“, dichiara in merito all’aumento dei contagi (a cui però, anche se nessuno de governo lo dice, non fa seguito un incremento dei ricoveri. “La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire“, mette le mani avanti Boccia ai microfoni di The Breakfast Club su Radio Capital.

“Bisogna essere pronti a ogni intervento”

Poi il ministro chiarisce che “non escludere interventi in caso di aumenti dei contagi non significa chiudere, ma essere pronti a ogni intervento. Evitiamo di generare preoccupazioni. La priorità assoluta per il governo e per le Regioni è difendere lavoro e scuola”. In verità risulta un po’ difficile evitare di “generare preoccupazioni” se si annuncia che non è escluso che si possa tornare a chiudere i confini regionali.

Il ministro dem getta acqua sul fuoco nello scontro Stato-Regioni

Il ministro vuole anche dare a intendere che con le nuove restrizioni imposte da Palazzo Chigi non ci saranno scontri con i governatori, usando toni rassicuranti: “Oggi le reti sanitarie regionali funzionano bene per il lavoro congiunto di rafforzamento quotidiano fatto tra Stato e Regioni. In questi giorni convocheremo con il presidente Bonaccini la cabina di regia per fare il punto sulle proposte delle Regioni così come stabilito ieri in conferenza Stato-Regioni”, annuncia. Tuttavia, come è noto, il divieto per le Regioni di ammorbidire le restrizioni anti-coronavirus imposto da Palazzo Chigi non piace a numerosi governatori.

“Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone”

Poi il ministro dem entra nel merito dell’epidemia: “La risalita dei contagi era prevedibile. Le terapie intensive – spiega – sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c’è e bisogna conviverci. Come governo non fissiamo nessuna asticella“, chiarisce. Infine critica il caos e le code per sottoporsi ai test rapidi: “Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque”, fa sapere.

Adolfo Spezzaferro

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