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Covid, ancora dati positivi sul Remdesivir. Lo studio: “E’ il migliore degli antivirali”

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Roma, 13 ott – Oltre alla corsa per arrivare a un vaccino contro il coronavirus, continuano le attività di test dei farmaci e la verifica dell’efficacia di altri già sperimentati nei mesi scorsi per contrastare l’insorgenza degli aspetti più devastanti del Covid-19. In questo senso, dati confortanti giungono da una analisi scientifica sul farmaco anti-virale Remdesivir, condotta dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ente medico americano e i cui esiti sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (Nejm).

Una prima tranche della analisi, condotta su pazienti adulti affetti da Covid-19 in forma media o grave, aveva visto la luce nel maggio 2020 ed era stata pubblicati sempre sul Nejm, dimostrando come, rispetto al placebo, il trattamento con Remdesivir portasse a “miglioramenti continuativi e clinicamente significativi su diversi parametri di valutazione”.

I risultati ora pubblicati – che vanno considerati esito finale del trial di fase 3 Actt-1 basati sulle risultanze maturate a maggio – dimostrano come il farmaco “ha determinato un tempo di recupero più rapido rispetto a quanto già comunicato in precedenza”. Nei preliminari a quindici giorni, Remdesivir, unito in combinato con gli standard curativi, aveva ridotto di circa quattro giorni i tempi di recupero rispetto al placebo. Anche statisticamente, nella angolazione prospettica delle probabilità di cura, chi è stato sottoposto a cura con il farmaco è migliorato nel 50% dei casi, entro quindici giorni, con un effetto stabilizzato per ventinove giorni. Gli scienziati hanno inoltre rilevato come il Remdesivir fosse ancora più efficace laddove somministrato entro i dieci giorni dalla insorgenza dei sintomi e come esso abbia prodotto una riduzione della mortalità dopo quindici e ventinove giorni.

Andre Kalil, professore di Medicina interna e direttore del Programma di malattie infettive da trapianto all’Università del Nebraska ha dichiarato “i risultati dello studio Actt-1 dimostrano che, nei pazienti ospedalizzati con polmonite da Covid-19 Remdesivir è il primo farmaco antivirale a essere significativamente associato a un tempo di recupero più breve, cinque giorni prima per tutti i pazienti e sette giorni prima per quelli più gravi, e al contempo a una minore progressione verso la ventilazione meccanica”.
Il medico ha quindi concluso, “i dati di cui disponiamo ora suggeriscono che somministrare Remdesivir a pazienti in ossigenoterapia può ridurre in modo significativo le probabilità di morte”.

Cristina Gauri

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