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“Anche i centri sociali chiuderanno alle 24?”. La Meloni smaschera Conte sul Dpcm

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Roma, 13 ott – Giorgia Meloni passa al setaccio il nuovo Dpcm appena firmato da Giuseppe Conte e mette in evidenza le contraddizioni delle norme anti-contagio decise dal governo giallofucsia. In un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia formula sei “brevi domande che mi vengono leggendo alcune disposizioni dell’ultimo decreto Covid”. In effetti, il nuovo decreto del premier prevede dei veri e propri passi indietro rispetto all’attuale situazione dei contagi (e soprattutto visto l’esiguo numero di sintomatici e di ricoveri). Restrizioni che non fanno altro che colpire l’economia, già in ginocchio dopo mesi di lockdown.

“Anche i centri sociali dovranno chiudere alle 24?”

Perché un locale dovrebbe chiudere alle 24 se rispetta tutte le misure per prevenire il contagio stabilite dal governo?”, si chiede la Meloni, facendo che ancora una volta Conte ha due pesi e due misure. “Anche i centri sociali dovranno chiudere alle 24 o potranno continuare a violare le regole come fatto finora, perché non pagano le tasse e sono amici del governo?“, è la domanda della leader di FdI. Altro dubbio: “Perché possono entrare fino a 200 persone in un teatro ma ai ricevimenti se ne possono invitare massimo 30? La capienza non dovrebbe dipendere dallo spazio che si ha a disposizione?“. Come darle torto, a maggior ragione se anche negli eventi privati vengono rispettate tutte le norme anti-contagio.

“Divieto assembramento vale anche per i clandestini?”

Poi non manca una bordata contro il governo immigrazionista, che alimenta il business dell’accoglienza: “Il divieto di assembramento vale anche per i clandestini che arrivano a centinaia stipati su un barcone, e quindi dobbiamo fermare gli sbarchi, o in quel caso le regole non valgono perché non vogliamo rischiare di far perdere fatturato agli scafisti?“, chiede la Meloni, che ironizza sulla polemica scatenata dalla circolare del Viminale sulla famigerata “attività motoria”, che prevede l’obbligo della mascherina: “A quale velocità km/h l’attività motoria diventa attività sportiva? E chi la stabilisce?”

“Nel Dpcm del 4 marzo mascherina solo in alcuni casi, ora va messa sempre. Era falso allora o oggi?”

Fa riflettere poi la contraddizione emersa nell’ultimo decreto del premier: “Nel Dpcm dello scorso 4 marzo, in pieno lockdown, Conte raccomandava di ‘usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate’, mentre oggi impone di portarla sempre e comunque. Diceva falsità allora o le dice ora?“. Insomma, era una misura poco efficace durante l’epidemia o è una restrizione esagerata adesso, con un virus che secondo molti medici ed esperti è meno pericoloso di prima?

“Dopo nove mesi di potersi speciali i grillopiddini brancolano ancora nel buio”

La Meloni alla fine si risponde da sola: “Domande semplici che, temo, non troveranno risposte sensate”, scrive su Facebook. “Dopo nove mesi di poteri speciali e copiose task force i grillopiddini ancora brancolano nel buio. Soluzioni ridicole pensate per devastare interi settori della nostra economia senza risolvere alcun problema. La misura è veramente colma”, conclude la leader di FdI.

Salvini: “Chiediamo di lavorare tutti insieme”

Matteo Salvini invece si rivolge al governo nel tentativo di essere ascoltato (una opposizione da far tremare le vene ai polsi di Conte): “Noi chiediamo di lavorare tutti insieme, perché i mesi passati insegnano che l’Italia ha bisogno che tutti lavorino nella stessa direzione, però così torniamo al passato, coi decreti partoriti a mezzanotte e in vigore la mattina dopo senza che nessuno ne sappia niente. Gli imprenditori, i sindacati, i sindaci, gli insegnanti chiedono di essere ascoltati”, fa presente il leader della Lega in collegamento con L’aria che tira, su La7. In verità, il premier può procedere a colpi di Dpcm in virtù dello stato di emergenza, con buona pace delle richieste di Salvini.

Mulè: “Dpcm concentrato di confusione e di omissione”

All’attacco anche il terzo partito del centrodestra, Forza Italia: “Il nuovo Dpcm varato nella notte è in molte parti un concentrato di confusione, qualcuno prima o poi spiegherà che cosa intende con il termine ‘feste’, e di omissione. E’ incredibile come, ancora una volta, il governo si preoccupi di chiudere attività imprenditoriali di ogni genere senza preoccuparsi di come evitare la loro morte. Da tutta la filiera legata a i ricevimenti a quella delle gite scolastiche fino ad arrivare all’industria del divertimento ci si limita a dire che tutte le attività sono sospette senza minimamente pensare ai lavoratori e agli imprenditori titolari delle attività”, fa presente Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari di FI. “Il premier Conte ancora una volta ha tradito il Parlamento: se solo ci avesse sottoposto il Dpcm, Forza Italia lo avrebbe obbligato a inserire accanto alle restrizioni anche le misure a sostegno di chi sarà costretto a fermare la propria attività”, conclude il deputato forzista.

Adolfo Spezzaferro

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