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Le femministe di MeToo riscrivono la storia: ora è Medusa che decapita Perseo

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New York, 17 ott – Il mito, come sappiamo bene, non è qualcosa di inerte e immutabile. Al contrario, è un racconto dinamico che sempre si rinnova. Dinamico sì ma, attenzione, il mito è sempre espressione di una comunità, di una civiltà che – attraverso la narrazione «originaria» – non cessa di perpetuarsi e di tramandare il proprio «mondo di vita» alle generazioni future. In altre parole, il mito è la narrazione che dona senso ai popoli, che ne raffigura il destino storico. Questo i globalisti lo sanno benissimo, e infatti non perdono occasione per destrutturare alle fondamenta i miti e le saghe della civiltà europea. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda il mito di Perseo e Medusa, che è stato completamente ribaltato dal solito artistucolo in cerca di notorietà e applausi.  

La statua eretta a New York

Medusa femminista?

Nella fattispecie, si tratta dell’italo-argentino Luciano Garbati, che ha riscritto il mito greco in chiave femminista. Nel 2008 ha infatti scolpito una statua in cui è la Medusa ad aver decapitato Perseo, e non viceversa. Ora l’opera è stata installata nel cuore di New York. E non in un posto qualsiasi, bensì davanti al tribunale che lo scorso marzo ha condannato Harvey Weinstein, l’ex produttore di Hollywood che ha dato la stura al MeToo. Insomma, adesso i cittadini newyorkesi potranno ammirare la Gorgone, violentata dal dio dei mari Poseidone, con la spada in una mano e la testa di Perseo nell’altra. Il mito originario, che tra le altre cose rappresentava la vittoria dell’eroe contro la fredda ratio calcolante (raffigurata dall’orripilante testa di Medusa), si trasforma così nella rivincita rancorosa delle «donne» contro il tanto odiato «patriarcato».   

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E il delirio di MeToo riparte

Per non farsi mancare nulla in questa vicenda già di per sé ridicola, molti globalisti hanno avuto da ridire anche su questa statua. Le varie proteste sono state raccolte da Julia Jacobs per il New York Times. «Il movimento MeToo è stato fondato da una donna nera, ma la scultura ritrae un personaggio europeo ed è stata realizzata da un uomo. Sigh», ha per esempio twittato Wagatwe Wanjuki, afroamericana e nota attivista femminista. Ma non è tutto: c’è anche chi si chiede «perché l’hanno rappresentata così sexy?», lasciando intendere che l’avvenente Medusa può offendere le ciccione. «Guardiamo ancora una volta il mito sotto una lente patriarcale», ha infatti replicato un altro utente di Twitter. E poi c’è anche chi al posto della testa di Perseo, che non ha violentato nessuno, avrebbe voluto quella di Poseidone, lo stupratore della Gorgone. Ricapitoliamo: la Medusa ha fattezze europee ed è troppo sexy, l’artista della scultura è un uomo e non una donna, e Poseidone l’ha fatta franca. Un vero scandalo, non c’è che dire. E la domanda sorge spontanea: quand’è che le femministe cambieranno spacciatore?

Valerio Benedetti

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