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Sgarbi espulso di nuovo dalla Camera e portato via di peso: “Così alleno i commessi” (Video)

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Roma, 29 ott – Bagarre alla Camera, con Vittorio Sgarbi che è stato portato via di peso dai commessi per la seconda volta in pochi mesi. “Criminali”, urla il critico d’arte mentre viene accompagnato fuori dall’Aula. Sgarbi è stato espulso dopo che era stato richiamato più volte perché senza mascherina mentre parlava il vicepresidente Maria Edera Spadoni. “Sono stato nuovamente espulso dall’aula di Montecitorio. Mi hanno ancora portato via di peso. Sia chiaro: lo faccio per tenere allenati i commessi…”. Così Sgarbi ha commentato, su Twitter, l’episodio di cui è stata protagonista.

Il parlamentare del Gruppo Misto in mattinata si era scontrato duramente con il presidente della Camera, Roberto Fico. Quest’ultimo gli ha intimato: “Deve mettere la mascherina!“. Ma Sgarbi, intervenuto per commemorare il presidente della Calabria Jole Santelli scomparsa alcuni giorni fa, ha tuonato: “Io non riesco a parlare, lei è un fascista!”. L’esponte grillino ha però ribadito: “Gli insulti non sono ammessi in quest’Aula”. Secca la replica di Sgarbi: “Viva il coraggio di Jole Santelli, a morte l’ipocrisia!”.

“Tornerò a dire ciò che penso”

Intanto, su Facebook, il critico d’arte ha ricostruito così quanto accaduto oggi in Aula: “Fico è un fascista. E con lui anche il vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni (non è un caso che siano dei 5 Stelle) che mi ha espulso dall’aula. Sono fascisti perché non tollerano il dissenso. Togliere la parola, impedirti di parlare e cacciarti via dall’aula è una inaccettabile forma di violenza alla quale non mi piegherò mai. Se ciò, come è ancora accaduto, avviene in Parlamento, quello che dovrebbe essere per definizione il luogo simbolo della libertà di pensiero e di parola, è la fine della democrazia. Sappiano, allora, che tornerò a dire ciò che penso. Con la stesa foga, con la stessa veemenza, con tutte le mie forze. Potranno buttare fuori, di peso, il mio corpo, ma le mie parole, i miei pensieri resteranno. E soprattutto resisteranno. Oltre le grigie e inutili vite di personaggi mediocri e inutili come Fico e la Spadoni”.

Alessandro Della Guglia

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