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Un’italiana racconta la Svezia no-lockdown: “Nessuno mette la mascherina, e la sanità qui funziona”

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Stoccolma, 29 ott – Il grande punto interrogativo svedese. Senza lockdown il contagio peggiora o migliora? Gli over 80 rimangono fuori dalle terapie intensive? La gente se le mette o no le mascherine? Ci ha pensato Patrizia Spattini, una signora di origine emiliana che vive e lavora in Svezia da ormai sei anni a raccontare in un’intervista al Secolo d’Italia la situazione nella «nazione che rifiutò il lockdown».

Nessun 80enne viene lasciato morire

«In Svezia anche Greta Thunberg va in giro senza mascherina – esordisce Patrizia – L’ho incontrata il 16 ottobre in un centro commerciale di Stoccolma con la mamma, anche lei senza mascherina. Mi sono letteralmente sbattute addosso, alla faccia del distanziamento sociale». Per prima cosa, la signora ci tiene a smentire la notizia, diffusa anche da Burioni a Che tempo che fa, secondo la quale «chi ha più di 80 anni rimane fuori dalla terapia intensiva». A quanto pare sarebbe una bufala. «Io mi informai subito, visto che ospito in Svezia mia suocera italiana, che ora ha 88 anni. Ho creduto alle parole del dottor Burioni e mi sono spaventata». E racconta di aver scritto ai «rappresentanti diplomatici in Svezia. In realtà, mi hanno spiegato che esiste soltanto una circolare interna in un’ospedale di Stoccolma». Un caso isolato, quindi, in tutta la nazione. «Si legge che solo in caso di situazioni di eccezionale gravità, e solo se il numero di pazienti divantasse insostenibile. In quel caso, quel singolo ospedale di Stoccolma, nei casi estremi citati, avrebbe privilegiato i più sani. Tuttavia non faceva riferimento all’età anagrafica del paziente, ma biologica».

Nessun allarmismo

Patrizia, che in questi giorni è tornata in Italia, nota la differenza abissale tra le due situazioni. Qui la tensione e il terrorismo la fanno da padroni: «Qui mi pare che sei fai una sola critica sulla gestione del Covid ti bollano come negazionista. Vieni attaccato se esprimi una opinione diversa. Di sicuro la cosa incredibile è che a Stoccolma non ti rendi quasi conto della pandemia. Qui, dove sto io ora, in provincia di Genova, vivono tutti nel terrore», spiega. Perché i media svedesi non bombardano i cittadini di notizie tragiche sul coronavirus: «I notiziari aprono con le informazioni classiche nei titoli […] Solo all’interno del notiziario c’è uno spazio quotidiano dedicato alla diffusione del coronavirus».

Nessuno porta le mascherine

Per quanto riguarda invece le mascherine, «In Svezia all’aperto non la porta quasi nessuno. Il governo lascia libero il cittadino di farlo. Il consulente tecnico scientifico del governo, che possiamo paragonare al Brusaferro svedese, la reputa controproducente». Nonostante la popolazione sia divisa sull’utilità dei dpi, «nessuno invoca il modello italiano». E poi, mentre in Italia si demonizzavano i runner, «Il governo svedese ha invitato la gente a uscire e fare attività all’aria aperta perché sostiene che aiuta a combattere il virus».

Disciplina svedese

La gestione del coronavirus, insomma, agli svedesi va bene così. Ma Patrizia spiega anche il perché: «Va premesso che il loro Welfare è eccezionale. Non ci sono paragoni con il nostro. Un esempio? In Svezia, se sei malato ti portano la spesa a casa. Gli over 70 fino a due settimane fa erano invitati a stare a casa. E ubbidivano e rimanevano a casa». Per la signora la chiave del successo svedese risiede anche nella disciplina dei cittadini: «il governo ha dato dei suggerimenti e gli svedesi li hanno seguiti disciplinatamente». La differenza sta tutta nell’ultima battuta della signora Patrizia: «Perché per gli svedesi i suggerimenti sono regole. Per noi italiani, invece, le regole sono suggerimenti».

Cristina Gauri

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