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Luglio: ancora un mese nero per gli incidenti

Luglio: ancora un mese nero per gli incidenti

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Quest’anno 53 motociclisti hanno perso la vita nei fine settimana: lo scorso anno, tragico per i motociclisti, furono di meno. Qualcuno intende fare qualcosa?

Lo scorso anno è stato davvero tragico sulle strade italiane, almeno per i motociclisti: 70 morti a giugno, 45 a luglio. Ebbene, nel silenzio generale, quest’anno nei soli weekend di luglio i morti sono stati 53. Le cause sono sempre le stesse: scontri fatali con automobilisti, perdita di controllo dei veicolo, impatto con ostacoli fissi (segnali stradali e guardrail).
Nel dettaglio, le vittime sono state 14 nel primo fine settimana, 12 nel secondo, 10 nel terzo e addirittura 17 nell’ultimo. Una strage che non fa rumore e che ha come teatro le strade secondarie, quelle frequentate dai motociclisti nel tempo libero. E che non trova mai abbastanza eco sui mezzi di comunicazione.
 

ANCORA TROPPE VITTIME
In alcune Regioni, vedi il Trentino, le amministrazioni abbassano le velocità di percorrenza sulle strade trafficate dai motociclisti. Un intendo duplice e di tutela della salute pubblica: abbassando la velocità, si diminuisce il rischio di incidenti. Provvedimenti spot che però non risolvono un problema che sta a monte. Ovvero, la qualità delle infrastrutture che penalizzano maggiormente gli utenti deboli della strada. Quali siamo noi motociclisti. I più recenti dati sull’incidentalità raccontano di un Paese dove in moto si muore sempre di più. Questo, oltre a essere doloroso, è anche ingiusto e vergognoso.
 

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