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Le tante Route 66 d’Europa

Le tante Route 66 d’Europa

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Anche il Vecchio Continente è ricco di strade ancor più storiche e significative del mito americano. Eppure nessuno le conosce. Un libro ci aiuta a riscoprirle

“Alle 5 e mezzo stiamo a Bolzano, alle 9 de mattina a Cracovia…”. Nel Ferragosto di 40 anni fa il cinema italiano celebrava uno dei viaggi in auto più divertenti di sempre, il Roma-Cracovia di Carlo Verdone (Enzo) e Renato Scarpa (Sergio). A modo suo, anche “Un sacco bello” (a proposito, tanti auguri al film che spegne 40 candeline) è stato un road movie. Il fascino del viaggio, le lunghe distanze. Poco importa che si trattasse di un viaggio in auto.
Per le moto invece è diverso. Pensate a un road movie, a una storia che si snodi lungo una strada. Il pensiero vola a “Easy Rider” e al mito della Route 66. Fortunati gli americani, che hanno una strada attorno alla quale hanno costruito una nazione. La strada in fondo è solo un modo per unire, conquistare territori, strapparli alla polvere. “Furore” di John Steinbeck, una lettura da recuperare, racconta proprio questa fetta di american dream.
 

EUROPA: DOV’E’ LA STRADA DEL MITO?
A noi europei (motociclisti compresi) manca tanto il mito di una Route 66, di una strada che unisca e racconti le mille storie di un continente storicamente diviso. La storia racconta di strade che, quando venivano costruite, era con il solo scopo di favorire l’ingresso delle forze di occupazione. Del resto, chi ha costruito le principali arterie del continente? Principalmente gli antichi romani, Napoleone, Hitler.
Ma anche l’Europa, pur nella sua frammentazione storica ancor prima che geografica, ha le sue arterie di collegamento internazionali. Personalmente, mi erano del tutto sconosciute fino a quando non ho recuperato un libro appena uscito, che si intitola “Per antiche strade”. È scritto da un giornalista olandese, tale Mathijs Deen, che ha il dono della narrazione sulla punta delle dita. È un po’lungo, va bene, però nella prima parte è una lettura folgorante. Perché risponde ad alcune domande che tutti i viaggiatori si sono fatti almeno una volta nella vita. Soprattutto una: perché in Europa manca un sistema unico di strade? 
 

La cover di “Per antiche strade”

PERCORSI DA RISCOPRIRE
Eppure la Route 66 impallidisce di fronte alla E8, l’arteria che collega(va) Londra a Mosca. O alla E4, la Lisbona-Helsinki, che passava da Berna e Copenaghen. Bisogna però usare l’imperfetto, perché questi collegamenti, nati con la logica di unire insediamenti storicamente rilevanti e densamente abitati, non esistono più: una demenziale direttiva del 1975 ha deciso di rinominare le strade transnazionali, creando mostri senza senso, come la E1 Larne (Nord Irlanda)-Siviglia o la sterminata E40 Calais (Francia)-Ridder (Kazakistan), 4.813 chilometri attraverso mezzo mondo. Corridoi partoriti da una burocrazia astratta e lontana, ma comunque affascinanti da scoprire. Magari con un bel viaggio in moto.
 

Le tante Route 66 d’Europa

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