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Bimota Tesi H2: una superbike da 64mila euro

Bimota Tesi H2: una superbike da 64mila euro

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Dal 1 ottobre saranno distribuiti i primi 250 esemplari della nuova creazione della Casa riminese

Il concetto Tesi nacque nel 1984 , quando si portò a termine il primo progetto realizzato con un motore Kawasaki di 550 cc. Quasi 40 anni dopo, Bimota ha creato ancora un’altra rivoluzione nella storia della moto accoppiando il telaio Tesi con il motore sovralimentato della Kawasaki Ninja H2. Si tratta di un propulsore davvero inarrivabile, con il quattro cilindri da 998 cc da 231 Cv (242 con l’airbox in pressione) capace di una coppia di 141 Nm a 11mila giri. Prestazioni da urlo incastonate in una ciclistica avveniristica come quella della Bimota Tesi.
 

FINEZZE COSTRUTTIVE
La stabilità offerta dai forcelloni è garantita grazie alla rigidità laterale, anche se la moto affonda in frenata, la variazione delle quote geometriche del telaio rispetto al suolo sono minime, con minime reazioni sulle caratteristiche dello sterzo. Inoltre l’azione che smorza l’affondamento nel momento della frenata lavora in modo tale che il perno del forcellone anteriore rimane più in basso rispetto al baricentro del veicolo.
Ruotando l’apposito eccentrico è possibile modificare l’altezza della moto di 20 mm in totale adattandola al meglio per le proprie esigenze. Regolazione analoga per le pedane, spostando l’eccentrico si consente al pilota, di regolare con precisione la posizione delle pedane. Il pilota può semplicemente scegliere il setting personale delle sospensioni ruotando i nuovi registri di regolazione dei due monoammortizzatori che facilitano le modifiche anche senza attrezzi per meglio adattarsi ad una guida ergonomica.
 

Bimota Tesi H2: una superbike da 64mila euro

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Il telaio “Tesi” con l’ultima modifica del sistema di sterzo integrato nel mozzo ed il motore “sovralimentato“ disegnato dai progettisti della divisione motori Kawasaki insieme alle altre divisioni del Gruppo Kawasaki completano un pacchetto di componenti di alta qualità che prevede anche un impianto frenante Brembo con pinze freno “Stylema” accoppiate a due enormi dischi semiflottanti da 330 mm di diametro.
Per facilitare il cambio fluido e veloce, è stata selezionata e sviluppata una trasmissione di tipo dog-ring grazie all’esperienza del KRT (Kawasaki Racing Team), il sistema di aspirazione “Ram-air” assicura che sia disponibile aria sufficiente anche alle massime velocità. Al fine di mantenere il motore compatto e semplice, un unico sistema di lubrificazione fornisce olio di raffreddamento per i componenti del motore, del compressore e della trasmissione. La monoscocca e la carenatura della Bimota Tesi H2 sono costruite in fibra di carbonio CFRP (polimero rinforzato con fibra di carbonio) altamente rigido e leggero, così come il ponte di irrigidimento del forcellone anteriore che garantisce solidità alla sospensione anteriore in lega di alluminio ricavata dal pieno ed incollata con materiali aeronautici Nel forcellone posteriore sono alloggiati entrambi gli ammortizzatori Öhlins Ttx, realizzati in lega di alluminio ricavato dal pieno.
 

UN LUSSO PER POCHI
La Bimota Tesi H2 Sarà distribuita sul mercato europeo a partire dal 1° ottobre. Subito dopo le vendite saranno ampliate gradualmente agli altri mercati. La produzione della Tesi H2 avverrà all’interno della fabbrica Bimota di Rimini con una previsione di tiratura limitata a 250 unità ognuna delle quali con una targhetta unica comprendente il numero di telaio. Il prezzo di ogni singolo esemplare è di 64mila euro.
 

Bimota Tesi H2: una superbike da 64mila euro

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