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Perché Volkswagen dovrebbe vendere Ducati?

Non è che a Wolfsburg siano cattivi, ma hanno bisogno di concentrarsi sulle sfide dell’elettromobilità. E troppi brand in portafoglio fanno crescere i costi

Un paio di numeri, snocciolati da alcuni analisti citati da Reuters: Volkswagen vale 78 miliardi di euro, mentre Toyota (che pure vende poche meno auto) ne vale 187. La Casa tedesca ha 671.205 dipendenti, quella giapponese 359.542. Più dipendenti e molti brand in portafoglio (dai camion di Man fino a Lamborghini, passando per Ducati) fanno crescere i costi e diminuiscono l’efficienza. Di conseguenza, ne risente anche l’andamento del titolo in borsa.
 

MARCHI SOTTO OSSERVAZIONE
In una lunga intervista alla Reuters l’ad del gruppo Herbert Diess, usando un linguaggio felpato e molto criptico ha però tratteggiato quello che il gruppo dovrà essere nel futuro. E mai una volta ha citato l’azienda di Borgo Panigale. “Guardiamo costantemente al nostro portafoglio di marchi – ha detto – questo è particolarmente vero durante la fase di cambiamento fondamentale nel nostro settore. In vista della perturbazione del mercato, dobbiamo concentrarci e chiederci cosa significa la trasformazione per le singole parti del gruppo”. E ancora: “I marchi devono essere misurati rispetto ai nuovi requisiti, attraverso l’elettrificazione, la digitalizzazione e la connettività del veicolo. C’è nuovo spazio di manovra e ogni marchio deve trovare il suo nuovo posto”.
 

ARIA DI DISMISSIONE
E se alcuni marchi meno centrali non lo trovano, il proprio posto? Alcuni – come gli analisti citati dall’agenzia di stampa economica – hanno letto queste parole come un segnale di dismissione per le attività non centrali di un gruppo che è atteso da sfide epocali, come il passaggio all’elettrificazione e la necessità di reinventarsi in direzione della guida autonoma. Gli investimenti saranno dunque concentrati su questi due settori. In cui, probabilmente, le moto potenti, aspirazionali e a combustione termica come le rosse di Borgo Panigale perdono la loro centralità.
 

SE DUCATI VENISSE VENDUTA, SAREBBE UN MALE?
Detto questo, Diess non si è sbilanciato sul futuro dei marchi minori della galassia Volkswagen. E c’è anche da dire che, probabilmente, per Ducati un’eventuale uscita da Volkswagen (magari per passare sotto il controllo di un’azienda del settore motociclistico, per cui il marchio bolognese risulterebbe più centrale nel proprio business) potrebbe rivelarsi l’occasione per un nuovo rilancio.
 

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